Ammortizzatori sociali, negli studi professionali 6 mila lavoratori a rischio disoccupazione nel 2014 | Confprofessioni
19/12/2013
Ammortizzatori sociali, negli studi professionali 6 mila lavoratori a rischio disoccupazione nel 2014

Ripartono le trattative per il rinnovo del Ccnl studi professionali. Confprofessioni esprime preoccupazioni sul provvedimento del ministero del Lavoro che esclude dalla Cig in deroga i professionisti

Il prossimo anno oltre 6 mila dipendenti degli studi professionali rischiano di perdere il posto di lavoro. Si sono aperte ieri, con una sgradita sorpresa, le trattative per il rinnovo del Ccnl studi professionali, scaduto il 30 settembre scorso. Le parti sociali del comparto professionale hanno infatti lanciato l’allarme sul nuovo decreto sugli ammortizzatori sociali che esclude i professionisti dalla Cassa integrazione in deroga. Confprofessioni e i sindacati del settore Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno manifestato forti preoccupazioni per l’intervento a gamba tesa del ministero del Lavoro su settore economico che, nonostante la crisi, ha mantenuto alti i livelli occupazionali, gravando in minima parte sulla spesa destinata alla Cig in deroga.

“In un momento di profonda crisi del settore professionale, non possiamo accettare l’esclusione dei dipendenti degli studi professionali dalla cassa integrazione in deroga” si legge in una nota congiunta di Confprofessioni e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. “Il nuovo decreto sugli ammortizzatori sociali può avere effetti devastanti sul comparto degli studi e condanna migliaia di lavoratori al precariato e alla disoccupazione”.

Secondo i dati resi noti da Confprofessioni, nel 2013 sono stati oltre 6 mila i lavoratori messi in Cassa integrazione in deroga negli studi professionali per un totale di circa 2,2 milioni di ore autorizzate. “Le parti sociali del comparto degli studi invitano il ministero del Lavoro a non sottovalutare il disagio e le preoccupazioni di migliaia di lavoratori che dal prossimo anno rischiano di rimanere senza lavoro e chiedono con fermezza il ripristino della Cig in deroga a favore dei dipendenti degli studi professionali”, conclude la nota congiunta di Confprofessioni e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil.