Asso Ingegneri sbarca in Lombardia | Confprofessioni
Lombardia | 18/05/2011
Asso Ingegneri sbarca in Lombardia

Votato all'unanimita' dal Consiglio Regionale lombardo l'ingresso di Asso Ingegneri. Scotti Foglieni: adesso il riconoscimento di parte sociale

Assoingegneri sbarca in Lombardia. L’Associazione di Ingegneri e Architetti liberi professionisti, già presente in Confprofessioni, entra a far parte della delegazione lombarda. Il via libera è arrivato nel corso del Consiglio Regionale che si è riunito per la prima volta lo scorso 18 maggio. Dopo l’annuncio dell’ingresso della nuova associazione, il presidente di Confprofessioni Lombardia, Carlo Scotti Foglieni, ha esposto il resoconto dell’attività svolta e dei progetti futuri. “Promuovere l’idea che il sistema confederale sia qualcosa di compatto che procede unito verso un sistema di obiettivi, nell’interesse dello sviluppo generale del Paese, e che per questo necessita di legittimità politica e sociale, è ciò che mi sta a cuore. Lo stiamo facendo un pezzetto per volta”, dichiara il presidente. In questa direzione si muove, infatti, la richiesta di riconoscimento come parte sociale che Confprofessioni Lombardia sta portando avanti ormai da circa un anno e mezzo. Altri importanti obiettivi, l’attivazione di un ente bilaterale e di un gruppo di lavoro per la contrattazione di secondo livello. Oltre al progetto Expo 2015, avviato lo scorso gennaio, sul tavolo della delegazione lombarda sono presenti altri progetti, tra cui quello dedicato alla formazione. Ma, in attesa di un grande appuntamento che in autunno suggellerà l’attività di Confprofessioni Lombardia, il presidente auspica che altre proposte possano emergere dai comparti d’area (economia, diritto, sanità e ambiente) che già nei prossimi giorni verranno attivati. Le iniziative sono indispensabili per “far sentire alla regione che il sistema delle professioni esiste in maniera organizzata e confederale, in maniera forte e propositiva, perché il problema che abbiamo sempre avuto come professionisti - spiega Scotti Foglieni - è quello della cosiddetta bassa visibilità sociale. Una società con 100 mila dipendenti è una realtà che il territorio riconosce e di cui si preoccupa, mentre un comparto come il nostro, che in Lombardia offre lavoro a circa 1 milione e 200 mila persone, oggi gode di bassa visibilità sociale, perché il commercialista è uno solo e anche l’associazione dei commercialisti viene vista ancora come qualcosa di marginale”.