11/11/2019
EuroPcom 2019, l’appuntamento dei comunicatori europei

A Bruxelles si è tenuta la decima edizione dell’European Public Communication Conference. In primo piano il workshop “Storytelling in political speechwriting” di Eric Schnure, speechwriter del vicepresidente americano Al Gore

Si è svolta a Bruxelles, gli scorsi 7 e 8 novembre, l’European Public Communication Conference, la più grande conferenza annuale per gli esperti nel campo della comunicazione pubblica che lavorano con le istituzioni Europee. La gestione della comunicazione e l’importanza di contenuti chiari, incisivi e coinvolgenti sono stati i temi al centro dei lavori. Giunto al suo decimo compleanno, l’EuroPcom ha vantato la presenza di sette mila tra esperti in comunicazione, membri delle istituzioni, speaker e accademici di fama internazionale. L’evento ha mostrato diversi aspetti della comunicazione pubblica integrando gli interventi degli esperti con i progetti e le normativa in vigore nelle Istituzioni Europee per quel che riguarda i modi di veicolare le informazioni.

 

Tra i diversi workshop, quello che ha registrato il maggiore interesse è stato “Storytelling in political speechwriting tenuto da Eric Schnure, professore di Comunicazione Pubblica presso l’American University (Washington DC) e speechwriter del vicepresidente americano Al Gore. “I discorsi e le presentazioni svolgono un ruolo centrale nella comunicazione pubblica e politica. Un buon discorso è qualcosa che verrà ricordato ed è importante capire come ottenere questo risultato”, ha spiegato Schnure. Il professore ha quindi proposto una lecture per conoscere i principi chiave per scrivere in modo persuasivo, incorporando l'umorismo e spiegando al suo pubblico “come arrivare al cuore delle persone”. “Lo storytelling – ha dichiarato - è il metodo favorito della politica Americana, che ha da sempre visto questo strumento come il modo migliore per arrivare all’elettore”.

Schnure ha ricordato che ciò che fa la differenza in un buon discorso è l’aspettativa del pubblico a cui si rivolge: “La comunicazione deve essere veloce, versatile e coinvolgente e bisogna inoltre ricordare l’importanza di raccontare una storia parlando delle persone, senza mai dimenticare che ogni storia può in qualche modo toccarci da vicino e, pertanto, influenzarci”. La storia, secondo il professore, oltre a creare un sentimento di empatia con il pubblico, deve stimolare tre aree, le 3 big keys della comunicazione politica: l’identità (il pubblico deve potersi identificare con la storia), la memoria (l’informazione resta nella nostra memoria e la ricorderemo) e l’azione (per ottenere un certo risultato il pubblico provvederà a immedesimarsi e a supportare quella storia).