Excelsior Informa, i programmi occupazionali nel 2020 | Confprofessioni
16/02/2021
Excelsior Informa, i programmi occupazionali nel 2020

Il sistema delle Camere di Commercio rileva i dati sul comportamento delle imprese nel mercato del lavoro nell'anno della pandemia

Per effetto dell'emergenza sanitaria, il numero complessivo di entrate programmato dalle imprese nel 2020 si riduce di circa il 30% rispetto al 2019. Questo uno dei dati che emerge dal rapporto Excelsion Informa realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL nell’ambito del Sistema Informativo Excelsior.

 

Secondo lo studio, nei mesi del lockdown il calo delle assunzioni è stato più intenso, per poi attenuarsi nella parte centrale dell’anno. Tuttavia negli ultimi mesi del 2020 la “seconda ondata” dell’epidemia ha nuovamente accresciuto le difficoltà sul versante occupazionale. In flessione anche la quota di imprese che ha dichiarato l'intenzione di assumere personale dipendente (46% contro il 59% del 2019), ma la difficoltà di reperimento si attesta al 30% di tutte le figure richieste. Anche in questa fase prosegue la polarizzazione del profilo professionale delle entrate: aumenta la quota di dirigenti, specialisti e tecnici e di operai specializzati, mentre scende quella delle figure intermedie.

 

Lo shock legato al Covid-19 ha colpito trasversalmente tutti i settori economici, riducendo di quasi 10 punti il tasso di entrata, per la sola componente dipendente, dal 30% del 2019 al 21% del 2020. Industria manifatturiera, costruzioni, commercio e servizi alle imprese mostrano cali più contenuti (tra -6 per la prima e -8 punti per gli altri tre comparti), mentre per i servizi alle persone e, soprattutto, per quelli turistici la flessione è stata più ampia della media (fino a -28 punti per questi ultimi).

 

D'altra parte, cinque settori indicano una difficoltà di reperimento che raggiunge una quota molto elevata delle figure richieste: il commercio e riparazioni di veicoli (47%), le industrie della fabbricazione di macchinari e attrezzature e quelle di beni per la casa e il tempo libero (entrambe al 45%), i servizi ICT e le industrie dei prodotti in metallo (44%). Queste difficoltà riflettono soprattutto la carenza di figure specialistiche e tecniche (per esempio progettisti, programmatori e tecnici di produzione) e di operai specializzati (come ad esempio meccanici e montatori di macchinari industriali, compresi i meccanici riparatori di autoveicoli). La sanità-assistenza e le costruzioni sono invece i settori maggiormente interessati a personale con esperienza. Almeno il 14% delle entrate coinvolge personale immigrato, con quote più alte nei servizi operativi (24%) e nei trasporti (22%). 

 

La difficoltà di reperimento è molto elevata per le figure specialistiche e tecniche e per le figure operaie specializzate, interessando attorno al 40% del totale delle entrate. Nel dettaglio, le figure più difficili da reperire sono gli specialisti di saldatura elettrica, i tecnici programmatori e gli agenti immobiliari. E' particolarmente elevata la richiesta di soft skill da parte delle imprese, in particolare della flessibilità e capacità di adattamento (fino al 95% delle figure in entrata). La capacità "tecnica" più richiesta è invece il possesso di competenze digitali (60% del totale).

 

Vuoi scoprire quali sono le professioni più richieste nel 2020? Leggi il rapporto Excelsior - Unioncamere.