L’impatto sulle aree archeologiche del verde urbano | Confprofessioni
Fidaf | 22/03/2021
L’impatto sulle aree archeologiche del verde urbano

Il Venerdì Culturale Fidaf di venerdì 26 marzo dalle 17 alle 19

Si terrà il 26 marzo dalle 17 alle 19 il Venerdì Culturale Fidaf dal titolo "L'impatto sulle aree archeologiche del verde urbano", moderato dal Dottore Agronomo Francesco Menafra.

 

 

Due gli interventi: il primo "Le sistemazioni delle aree archeologiche: problemi e prospettive", guidato da Maria Luisa Mutschlechner, architetto della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle arti e paesaggio di Roma; il secondo "Gestione del verde pubblico nell’ambito di un’area naturale protetta urbana a valenza culturale", guidato da Andrea Buzi, Dottore Agronomo iscritto all’Ordine di Roma dal 1997. 

 

 

Per la partecipazione al seminario è necessario iscriversi al seguente LINK: https://attendee.gotowebinar.com/register/146648758045453 Al termine dell'iscrizione si riceverà una e-mail di conferma con le informazioni su come partecipare al webinar. Si raccomanda di seguire le istruzioni per la verifica dei requisiti di sistema. Ai partecipanti iscritti agli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali verranno riconosciuti 0,25 CFP (NB non è possibile ottenere il riconoscimento dei CFP se collegati mediante il numero telefonico ricevuto al momento dell’iscrizione).

 

 

Primo intervento: tema e relatrice

Le sistemazioni delle aree archeologiche: problemi e prospettive. Una considerazione ovvia: Le aree archeologiche a Roma costituiscono un patrimonio diffuso, che non si limita solo ai luoghi consolidati, come il Palatino la Passeggiata Archeologica, Ostia, Veio e l’Appia Antica- per citare i più noti – ma riguarda l’intera città con la sua periferia urbana, in cui l’antico si confronta spesso con una natura assai più selvatica, di selve, rupi, e acque, o con il paesaggio rurale. Una riflessione complessa deve essere compiuta non solo da chi gestisce, custodisce, tutela, ricerca e progetta il futuro di questi luoghi, ma anche da chi li visita. Da una parte, gli assetti della città storica, improntati dalla fine dell’Ottocento alla fine del secolo scorso ai criteri di ambientazione o quelli legati alla ricostruzione del paesaggio antico, applicati talvolta in modo acritico, necessitano un’urgente rivisitazione, per il decadimento progressivo di queste realtà. Dall’altra, il paesaggio archeologico diffuso si intreccia e si stratifica con la permanenza dei fenomeni geologici assai più antichi, con la natura “incontaminata”, con gli insediamenti agricoli tradizionali, con i resti della città industriale, ma anche con le recenti conurbazioni. Per garantire non solo la sopravvivenza di questi siti, ma la loro vitalità, è necessario ricostituire la rete di relazioni che i resti dell’antico hanno istituito nel tempo con il contesto, mettendo insieme memoria storica, recupero della dimensione territoriale di vasta scala, saperi multidisciplinari e attività permanente di ricerca.

 

Maria Luisa Mutschlechner. Architetto della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle arti e paesaggio di Roma. Laureata nel 1985 in Architettura presso Sapienza di Roma, si specializza nel 1999 in restauro dei monumenti. Si è occupata di restauro dei giardini storici e di conservazione del paesaggio culturale, sia dal punto di vista teorico e metodologico, che nell’attività pratica, con la sistemazione di aree con valenze storico/archeologiche, anche legate all’archeologia industriale. Vincitore nel 1999 di concorso 2 MIBAC, opera dapprima in Emilia, poi dal 2009 a Roma. Ha curato procedimenti concernenti la tutela di giardini e del paesaggio e di pianificazione territoriale.

 

 

Secondo intervento: tema e relatore

Gestione del verde pubblico nell’ambito di un’area naturale protetta urbana a valenza culturale. Il Parco Regionale dell’Appia Antica è un’area naturale protetta urbana-periurbana di quasi 5.000 ettari, sottoposta a vincolo ambientale, paesaggistico e archeologico. Al suo interno vi sono aree di grande pregio dove agricoltura, ambiente e paesaggio si confondono come la Valle della Caffarella, il parco degli Acquedotti, la tenuta di Tor Marancia, il parco di Tor Fiscale. Vi sono aree monumentali e archeologiche universalmente note, le catacombe, la Via Appia. Esso è anche un parco agricolo che rappresenta uno degli ultimi lembi di Agro Romano, con le tenute della Farnesiana, Fioranello, Torricola, Ardeatina, Divino Amore, Falcognana. Il recente ampliamento e l’approvazione del Piano del Parco hanno completato l’originario progetto e dato nuovo impulso. La complessità dei vincoli ed il forte intreccio di competenze, peculiari di un Parco così importante, conferiscono all’Ente di gestione un ruolo strategico ma complesso. L’originale gestione di aree pubbliche ad alta fruizione che costituiscono beni per la comunità si attua attraverso tutte le forme, anche innovative, che la legge consente: gestione diretta, affidamenti, amministrazione condivisa, concessioni di valorizzazione, multifunzionalità agricola, etc. nell’ottica di coinvolgere una cittadinanza sempre più sensibile, ma anche di favorire lo sviluppo di un territorio che ha conservato il suo carattere rurale.

 

Andrea Buzi. Dottore Agronomo iscritto all’Ordine di Roma dal 1997. Si è laureato in Scienze Agrarie ed ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Patologia Vegetale presso l’Università della Tuscia, dove ha svolto una collaborazione didattico-scientifica per ricerca e insegnamento come cultore della materia, con 30 pubblicazioni nazionali ed internazionali e con esperienze all’estero. L’attività professionale si è orientata alla fitopatologia, al verde urbano, alla valutazione degli alberi in contesti urbani. Dal 2003 lavora presso la Regione Lazio – Parco Regionale dell’Appia Antica, come responsabile del Servizio Agricolo, Naturalistico e Manutenzione del Territorio. Dal 2018 coordina i Servizi Tecnici dell’Ente Parco: Agro-Ambientale e Urbanistico-Pianificazione-Lavori Pubblici. La sua esperienza professionale si incentra, oltre che alle tematiche afferenti agli incarichi ricoperti, sulla gestione del verde e delle aree a fruizione pubblica e dei siti di valenza culturale e naturalistica, anche attraverso la collaborazione con altre amministrazioni. Si occupa dei lavori pubblici negli ambiti di competenza, tra cui: gestione e riqualificazione ambientale, paesaggistica e valorizzazione delle aree pubbliche, forestazione urbana, problematiche agronomiche e fitosanitarie, consulenza fitopatologica per i Parchi regionali. Svolge eventi formativi interni e per altre amministrazioni. Membro della Società Italiana di Patologia Vegetale e della Società Italiana di Arboricoltura.

 

Per info scrivere a [email protected] o [email protected] e/o visitare www.fidaf.it - www.ardaf.it - www.agronomiroma.it