Lessico psicologico: le parole della psicologia | Confprofessioni
PLP | 07/01/2021
Lessico psicologico: le parole della psicologia

La rubrica Progetto Spazio Psicologico a cura di PLP

di Elisa Mulone
Psicologa e psicoterapeuta
Presidente Nazionale PLP

 

Facciamo chiarezza su alcuni termini molto usati nel linguaggio comune e su cui spesso si genera confusione. Iniziamo con la troppo inflazionata Ansia.

 

Che cos’è l’ansia?

Nella lingua italiana esistono due termini tra loro assimilabili, ansia e angoscia, per definire una condizione di generale attivazione delle risorse fisiche e mentali di una persona che entro certi limiti produce un effetto di ottimizzazione delle prestazioni; superati tali limiti diventa patologica e ne compromette il funzionamento. Seppur interscambiabili i due termini vengono utilizzati dalla comunità scientifica con connotazioni differenti: l’ansia sarebbe una condizione fisiologica, mentre l’angoscia assume una connotazione più patologica. In tedesco esiste il solo termine angst e in inglese il termine anxiety.

 

 

Come si manifesta?

L’ansia è il sintomo per eccellenza e si manifesta con vissuti corporei, primo tra tutti la costrizione involontaria del petto che tipicamente produce difficoltà nel respirare. Una persona che, ad esempio, deve affrontare una situazione nuova, o una situazione particolarmente difficile, si prepara attivando le energie per sostenere tale esperienza. Nel corpo si mobilitano tali energie, c’è un’eccitazione che tende verso la realizzazione di un’azione. Questo processo necessita di più ossigeno e, quindi, l’organismo aumenta la portata del respiro, in ritmo e in ampiezza. Se per un qualche motivo l’eccitazione viene bloccata, la persona cerca di immettere più aria, ma la contrazione della cavità toracica immobilizza i polmoni e non lo permette. Si genera, così, un senso di costrizione: angoscia deriva, infatti, da angustia, ristrettezza. Contemporaneamente si verifica anche un aumento del battito cardiaco e agitazione psicomotoria, spesso accompagnati ad un fluire di pensieri relativi a preoccupazioni su di sé o su altre persone.

Sebbene può capitare di vivere questa esperienza per particolari situazioni di vita, quando bisogna prestarci attenzione? Nel momento in cui diventa abituale e pervasiva, ossia quando ogni esperienza viene vissuta in questa modalità, fino ad arrivare a veri e propri disturbi d’ansia.

 

 

Quando si manifesta?

Fritz Perls, fondatore della Psicoterapia della gestalt, diceva che l’angoscia come emozione è lo spavento della propria audacia. Riprendendo le parole di Giovanni Salonia: “Rileggere l’ansia come interruzione di un percorso significa ridarle sequenzialità e direzionalità, portando alla luce l’energia in essa contenuta […] viene evitato il next step, il prossimo gesto […] i gesti che il soggetto compie in preda all’ansia diventano sintomi di malessere perché sono instead of (stanno al posto di altri gesti)”. Salonia afferma anche che per affrontare un’esperienza nuova la persona necessita di tre emozioni: attrazione, paura e coraggio. Quando la paura sovrasta il coraggio, emerge l’ansia. Questo avviene perché è mancato, e manca, il sostegno adeguato per sentirsi capaci di affrontare determinate esperienze e di completare il processo che si attiva per raggiungere uno scopo.

 

 

Comprendere l’ansia per vivere più pienamente la propria vita

È importante, allora, non soffocare l’ansia e non metterla a tacere troppo presto, ma provare a capire cosa vuole dire e quale step successivo la persona ha bisogno di essere aiutata ad affrontare per la propria crescita personale e per vivere con pienezza.