27/12/2019
Manovra 2020, semaforo verde

Lo scorso 24 dicembre, Montecitorio ha dato il via libera alla nuova Legge di Bilancio da 32 miliardi di euro. Scongiurato l’aumento dell’Iva. In arrivo plastic e sugar tax. Previsti eco bonus e incentivi per i pagamenti elettronici

Via libera alla Manovra 2020. Con 334 voti favorevoli, 232 contrari e 4 astensioni, il 24 dicembre scorso, la Camera ha posto la fiducia al testo approvato dal Senato e arrivato blindato a Montecitorio. Ecco le misure principali contenute nella nuova Legge di Bilancio da 32 miliardi di euro.

Scongiurato per quest’anno il tanto temuto aumento dell’Iva. Tuttavia, sul governo pendono le scadenze dei prossimi anni: le clausole di salvaguardia, infatti, prevedono aumenti dell’Iva ridotta dal 10 al 12% e un aumento dell’Iva ordinaria di 3 punti percentuali per il 2021 (al 25%) e di 1,5 punti percentuali (fino al 26,5%) a decorrere dal 2022.

Taglio del cuneo fiscale per quattro milioni e mezzo di lavoratori. La misura viene finanziata con 3 miliardi di euro per il 2020 e 5 per l’anno successivo, e va a beneficio in particolare dei lavoratori con redditi compresi tra i 26.600 (tetto limite per percepire il bonus Renzi da 80 euro, che viene confermato) e i 35 mila euro.

Introdotta invece la tassa sulla fortuna: dal 1° marzo 2020 il prelievo sulle vincite oltre i 500 euro sale al 20 per cento. Il 15 gennaio 2020, invece, il prelievo sulle new slot sulle vincite sopra i 200 euro aumenta dal 12 al 20 per cento. Le tanto discusse plastic tax sugar tax slittano: la prima a luglio, con un’imposta di 45 centesimi al chilogrammo ed esenzioni per il tetrapak e altri materiali con meno del 40 per cento di plastica; la seconda a ottobre e sarà di 10 centesimi al litro.

Le misure messe in campo per la lotta all’evasione fiscale dovrebbero permettere il recupero di almeno tre miliardi, e sono strettamente collegate con le norme d’incentivo ai pagamenti elettronici, incluse nel decreto fiscale. Viene poi introdotta dal primo gennaio una digital tax (che ammonta al 3% dei ricavi) sulle rendite dei colossi del web, per contrastare l’elusione attraverso la residenza all’estero.

Confermati anche gli eco-bonus del 50-65 per cento (a seconda del tipo di lavori) per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, le detrazioni del 50 per cento per le ristrutturazioni edilizie con un tetto di 96 mila per immobile, il bonus del 50 per cento per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici a risparmio energetico con un limite di spesa pari a 10 mila euro.

L’aliquota della cedolare secca scende dal 15 al 10 per cento per i contratti di locazione di immobili, esclusivamente ad uso abitativo, nei comuni ad alta densità abitativa. L’aliquota Ires, infine, sale dal  24 al 27,5 per cento con platea ridotta per tre anni ai concessionari autostradali, portuali, aeroportuali e ferroviari.

Per Green New Deal e Industria 4.0 vengono stanziati 4,2 miliardi. Parte del finanziamento disponibile sarà destinata a interventi volti alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Per gli anni dal 2021 al 2034 vengono stanziati 8,5 miliardi di euro di contributi ai Comuni per progetti di rigenerazione urbana. Arriva una nuova forma di bonus per acquisto beni strumentali nuovi o di Industria 4.0.

La legge di Bilancio mette in campo diverse misure a sostegno delle famiglie con figli. Viene prorogato il bonus bebè, mentre il bonus asili nido viene portato a 3.000 euro per i redditi Isee fino a 25.000 euro e a 2.500 per quelli fino a 40.000. Viene istituito un fondo da 100 milioni annui (200 dal 2024) per finanziare interventi di riqualificazione o costruzione di asili nido. In programma un bonus di 400 euro per le mamme che non possono allattare (fino al sesto mese di vita del neonato). Il congedo obbligatorio di paternità inoltre viene portato a 7 giorni. Viene implementato di 600 milioni di euro il Fondo Unico per la famiglia, che ha già una dotazione di due miliardi.

Via dal 1° settembre il superticket da 10 euro su analisi e visite specialistiche: si tratta della quota di compartecipazione, a carico dell’assistito, al costo delle prestazioni sanitarie. In materia di salute c’è anche un incremento delle risorse per gli interventi in materia di edilizia sanitaria, che possono ora contare su due miliardi di euro; una quota di 235 milioni è destinata a favorire l’uso di apparecchiature sanitarie da parte dei medici di base. Mentre 157 milioni sono destinati a sovvenzionare i contratti di formazione specialistica per i medici.

Infine, dall’imposta lorda si detrarrà un importo pari al 22% delle spese veterinarie, fino all’importo di euro 500, limitatamente alla parte che eccede i 129,11 euro.