Perché il ritorno a scuola sia una ripartenza | Confprofessioni
PLP | 17/06/2020
Perché il ritorno a scuola sia una ripartenza

Quinto contributo della rubrica Spazio Psicologico a cura di PLP

di Antonio Zuliani

Membro del CEN dell’Associazione Psicologi Liberi Professionisti

 

Vorrei proporre alcuni consigli utili per curare il rientro degli allievi a scuola portando l’attenzione anche oltre la protezione dal contagio. La scuola, infatti, può contribuire a stimolare un sano processo di elaborazione di quanto è accaduto e sta accadendo, senza la pretesa di introdurre forme di sostegno più specialistico.

 

 

L’attuale situazione può per diversi aspetti essere descritto come un evento critico che ha influenzato in maniera significativa la scuola e la quotidianità di docenti e allievi. La pandemia ha interrotto la normalità per come l’intendevamo e creato una dimensione di “bolla temporale”, generando una molteplicità di sentimenti (come paura, incertezza, agitazione, eccetera) e uno “stress” legato alla modifica delle abitudini e delle routines quotidiane.

 

 

Il rientro a scuola sarà un’ulteriore transizione, verso un nuovo equilibrio che richiederà a docenti e allievi di attivare nuove risorse psichiche, emotive e relazionali. Le reazioni possibili da parte degli allievi possono essere di diverso tipo: dall’ansia all’agitazione, dalla paura a moti di euforia. Queste reazioni sono tutte normali e comprensibili alla luce della complessità di questo momento e vanno intese come tentativi di elaborare e comunicare i propri stati d’animo agli altri.

 

 

Sotto questo aspetto possono essere evidenziati due passaggi da curare proprio il primo giorno di scuola.

 

 

È necessaria un’accoglienza positiva e strutturante sia nel momento del primo contatto docente allievo, sia nell’esplicitazione dei criteri con cui si è disposto il rientro a scuola per renderla un luogo sicuro. Si tratta di mettere gli allievi in condizioni di sicurezza e di comunicare loro questa attenzione, valorizzando le regole di convivenza e le norme di prevenzione stabilite perché siano capite e assimilate, non derise o sfidate come facilmente può capitare con i ragazzi.

 

 

Ristabilire una ritualità, organizzare e dare struttura alle regole è la base di una buona relazione. È importante in questo frangente, all’interno delle regole di comportamento emanate, ristabilire assieme rituali (entrata a scuola, tempo della lezione, pause, utilizzo dei bagni, eccetera), tempi e regole in modo che siano conosciuti, prevedibili e condivisi. Queste caratteristiche fanno in modo che l’ambiente sia percepito come rassicurante; al contempo l’avere un ruolo e dei compiti precisi aiuta a focalizzare attenzione ed energie. Si invita dunque a non dare per scontato che tutto riprenda come se non ci fossero state pause: come per ogni inizio è necessario esplicitare le regole del gioco e, inizialmente, ribadirle finché non saranno assimilate da tutti.

 

 

Lasciare il necessario spazio alla parola e al dialogo su quanto è accaduto. Si tratta di un aspetto delicato perché anche i docenti sono stati coinvolti nell’esperienza da elaborare.

Nel gestire il dialogo, vi sono aspetti che è importante sottolineare nel discorso agli allievi:

  • i segnali, i pensieri e le emozioni che manifestano sono reazioni normali a situazioni difficili e critiche: esse testimoniano della difficoltà del momento che stiamo vivendo;
  • la situazione che stiamo vivendo è straordinaria, con il tempo subentreranno nuovi equilibri;
  • rimane fondamentale mantenere uno sguardo aperto che non neghi le difficoltà attuali e che al contempo affermi possibili azioni che diano speranza e senso.

Sarebbe importante che prima dell’incontro con gli allievi i docenti stessi avessero il tempo e l’opportunità di elaborare tra loro i vissuti di questi mesi, proprio per non rischiare di sovrapporre le loro legittime emozioni.