Sophie può diventare epistème? | Confprofessioni
Fidaf | 02/12/2020
Sophie può diventare epistème?

Come superare le barriere tra il pensiero umanistico e quello scientifico. Un nuovo appuntamento con i Venerdì Culturali della Fidaf

"Sophie può diventare epistème? Come superare le barriere tra il pensiero umanistico e quello scientifico" è il titolo del nuovo apputamento con i "Venerdì Culturali" dalla Federazione Italiana Dottori Agronomi e Forestali, in programma il prossimo 4 dicembre dalle ore 17.00 alle 19.00. Relatore del seminario sarà il prof. Attilio Scienza (Università di Milano).

 

La dizione “le due culture” è entrata nell’argomentare culturale a seguito di un saggio di C.P. Snow, fisico e scrittore inglese, scritto alla fine degli anni ’50 del secolo scorso, dal titolo “Le due culture e la rivoluzione scientifica”. Le due culture hanno caratteristiche differenti: quella scientifica è obiettiva richiede verifica, progredisce, quella artistica è invece soggettiva ed è estranea al concetto di progresso. Perché in un momento in cui la scienza sembra raggiungere ogni giorno risultati più spettacolari, cresce il malumore nei suoi confronti? L’ostilità verso la scienza, così intensamente propagandata rischia oggi di diventare un comune modo di pensare. Un esempio di questa incomprensione è rappresentato dalle antiche e nuove paure che aleggiano nell’opinione pubblica nei confronti delle scelte che deve fare l’agricoltura moderna attraverso le Nbt (New Breeding Techniques), per ridurre l’impatto della chimica nella lotta ai parassiti e per contrastare gli effetti del cambiamento climatico. La mancanza di una sintesi culturale ha creato artificiosamente una contrapposizione nella produzione agroalimentare, definita in modo alternativo, naturale o artificiale. In realtà l’artificialità è intervenuta assai presto a modificare la naturalità della vita e la distinzione tra i due termini è molto meno intuitivo di quanto possa a prima vista sembrare. Una fascia di natura umanizzata dove natura ed artificio sono ormai indistinguibili, esiste da migliaia di anni sul Pianeta. Abbiamo cominciato da molto tempo a modificare attraverso selezioni ed incroci molte specie di vegetali ed animali. Quello che sta cambiando in modo esponenziale è l’efficienza, la rapidità d’effetto e l’intensità dei nostri interventi. Perché allora il valore della scienza non viene spiegato in termini adeguati? Il fatto che ufficialmente la scienza venga considerata in modo negativo e criminalistico rende assai difficile spiegarne il valore. Non estranei sono i mezzi di comunicazione di massa, che spesso disinformano più che informare, alla ricerca della notizia clamorosa che omologa le piante transgeniche ai frequenti rischi alimentari, al monopolio nella ricerca delle multinazionali, alla perdita di biodiversità, con toni catastrofici. Anche l’Università ha le sue colpe, in quanto ha sottovalutato il ruolo della cosiddetta terza missione, quella della divulgazione, che dovrebbe affiancare e rendere esplicite le altre due, quella della ricerca e della formazione superiore. Tra le poche conseguenze positive, forse l’unica, della pandemia Covid-19 c’è una rinnovata attenzione nei confronti del sapere e della scienza. La rete, i social hanno aperto una nuova prospettiva, quella di poter parlare di argomenti scientifici senza averne le competenze. Non è più il tempo degli imbonitori che raccattando qualche dato qui e là su internet, escono con teorie alternative promettendo risultati miracolosi. Di fonte ad un problema così grande le persone vogliono capire si rivolgono agli scienziati. In questo confronto tra i diversi saperi, che appare chiuso una proposta di sintesi una sorta la terza cultura si identifica nella interdisciplinarità e trasversalità, partendo dall’integrazione dei curricula, la saggia raccomandazione di studiare un oggetto, un’epoca, un problema, facendovi convergere tecniche diverse, elaborate in campi di sapere diversi. Sul fronte della formazione, questo significa che, prima di promuovere collaborazioni tra esperti di discipline diverse e la scrittura di libri in équipe, l’università dovrebbe continuare a curarsi della buona salute delle singole discipline e della buona qualità degli studiosi che le professano. Toraldo Di Francia, scriveva “non bisogna fare soltanto una tecnologia a misura d’uomo ma anche uomini ed intellettuali a misura di tecnologia”.

 

Per partecipare è necessario iscriversi al seguente LINK: https://attendee.gotowebinar.com/register/2490848346471929614. Al termine dell'iscrizione si riceverà una e-mail di conferma con le informazioni su come partecipare al webinar.

Ai partecipanti iscritti agli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali verranno riconosciuti 0,25 CFP.

 

Per maggiori informazioni, cliccare qui.