UNGDCEC: Buon anno, siamo tornati | Confprofessioni
UNGDCEC | 08/01/2021
UNGDCEC: Buon anno, siamo tornati

Il comunicato stampa dell'associazione dei giovani dottori commercialisti ed esperti contabili

Buon anno. Siamo tornati. E come ogni inizio anno che si rispetti la lettura dei giornali da parte dei dottori commercialisti è orientata allo studio della Legge di Stabilità. Soprattutto in un anno come questo, con il fardello di quello appena passato e con l’incertezza sul futuro. Quali mirabolanti novità ci offrirà quella che una volta amava essere definita Finanziaria? A una prima lettura oggettivamente sembrano poche. Per definirla con un unico vocabolo oseremmo dire “conservativa”. Si è vero c’è il bonus WC, il bonus TV e il bonus H20, ma, ma… di rilancio ci appare poco. Le solite conferme – pensiamo al 65%, 50% di detrazione sulle ristrutturazioni oppure alla imposta sostitutiva per la rivalutazione delle partecipazioni (di grazia, perché non renderle definitive a questo punto? E aspettare ogni volta invece gli emendamenti alla Bozza come quelli che anche noi abbiamo puntualmente fatto?). 

 

Nessuna novità nemmeno sul fronte della tecnica normativa utilizzata: personalmente, da inguaribili romantici forse, siamo sempre ancorati alla convinzione che una norma dovrebbe essere leggibile di per sé, ovvero senza ricorrere a circolari redatte da eroi, cosa impossibile di fronte ad una norma costituita da un articolo di 1.150 commi, senza alcuna rubrica e con migliaia di rinvii ad altre norme o a decreti attuativi.

 

Un sostegno all’occupazione mediante riciclo di norme pre Covid ridotte ad asettici sgravi contributivi privi di empatia con il sentire comune di imprese e lavoratori. Qualche meccanismo “arzigogolato” da rendere obbligatoria una seconda, se non una terza lettura, stile la trasformazione in credito di imposta delle imposte anticipate sulle perdite in caso di operazioni straordinarie. Sale e pepe Q.B. Conservativa, appunto. Programmazione? Poca. Coinvolgimento di professionisti del settore? Ancora troppo poco. Fondi perduti o ristori per i professionisti? Preservare il reddito dei lavoratori e avviarne la riallocazione delle risorse sul mercato mediante l’ampliamento dell’indennità di disoccupazione e dei connessi servizi formativi? E perché mai? Con la proroga del divieto di licenziamento ed un poco di cassa integrazione, toccherà alle imprese loro malgrado salvare i dati statistici sull’occupazione a scapito della loro riorganizzazione aziendale. 

 

 

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