Veterinaria 'barriera sanitaria globale' | Confprofessioni
ANMVI | 15/11/2020
Veterinaria 'barriera sanitaria globale'

Dalla newsletter ANMVI

La situazione epidemiologica italiana non è paragonabile a quella della Danimarca. Ma in entrambi i paesi, la pandemia mette in luce il ruolo di "barriera globale" della sorveglianza veterinaria.

L'evoluzione di Covid-19 negli allevamenti di visoni danesi evidenzia il ruolo della sorveglianza veterinaria precoce e i Veterinari si confermano una indispensabile “barriera sanitaria”. Lo sottolinea l'ANMVI in un comunicato stampa in cui spiega che Sars Cov-2 ha già sviluppato molte variantie che sulla mutazione dello Jutland (Danimarca) l’OMS attende gli esiti della ricerca di laboratorio sul sequenziamento del genoma. "Azzardato e infondato - quindi -  lanciare allarmi sul vaccino anti-covid".

 

L'ANMVI evidenzia che - ancora una volta-  all’origine del contagio animale, in questo caso dei visoni infetti c’è il contagio portato dall’uomo. E' stato grazie alla sorveglianza veterinaria che la Danimarca ha potuto intercettare il cosiddetto “cluster 5”. Anche stavolta, all’origine dei fatti, è l'uomo ad avere introdotto il SARS Cov-2 negli allevamenti di visoni.

 

E’ noto alla comunità scientifica che SARS Cov-2 ha già assunto numerose varianti, prima di quella dello Jutland, e che i visoni sono la specie animale più vulnerabile al nuovo coronavirus.
L’abbattimento dei visoni deciso dalle autorità danesi rientra nelle misure nella disponibilità delle autorità sanitarie per ragioni di sanità pubblica.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE), l’OMS e la Commissione Europea vengono allertate su quanto accade, come avviene ogni giorno per tutte le malattie animali soggette a costante sorveglianza veterinaria da parte dei Servizi Veterinari di tutti i Paesi dell’OIE. Italia compresa, dove non si registra una situazione epidemiologica e allevatoriale-produttiva paragonabile a quella danese in fatto di visoni da pelliccia.

 

L'ANMVI conclude auspicando che la pandemia da Covid-19 contribuisca a far conoscere il funzionamento della sorveglianza veterinaria globale e a restituire alle “allerte” la giusta proporzione, evitando di trasformarle in “allarme” e in allarmismi.