Veterinaria e IVA | Confprofessioni
ANMVI | 20/07/2020
Veterinaria e IVA

La lettera che ANMVI e altre associazioni hanno inviato al Governo e al Parlamento per chiedere la riduzione dell'Iva sulle prestazioni veterinarie

 Di seguito il testo integrale della lettera aperta che il comparto veterinario ha inviato a Governo e Parlamento:
 
 
Non è più procrastinabile. 
 
Bisogna alleggerire il pesante carico fiscale che grava sulla salute e sul benessere delle popolazioni animali del nostro Paese alla luce:
• dell’emergenza sanitaria ed economica nazionale
• delle strategie della Commissione Europea
• delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE)
 
 
L’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) rappresenta il principale ostacolo economico-fiscale e il più rilevante dissuasore sociale al conseguimento dei nuovi obiettivi strategici - nazionali, europei e globali- per la sanità animale e la sanità pubblica.
Nel nostro Paese, la persistente disomogeneità di trattamento impositivo (aliquote IVA differenziate ed eccessivamente elevate) renderà inefficaci le sinergie del comparto per conseguire obiettivi dai quali dipenderanno anche le risorse finanziarie del Recovery Plan. A titolo di evidenza, non esaustiva:
• controllo delle malattie animali
• controllo delle malattie animali trasmissibili all’uomo
• lotta all’antibiotico-resistenza
• sicurezza degli alimenti e dei mangimi per animali
• benefici socio-sanitari del possesso di un animale da compagnia
• contrasto al randagismo e all’abbandono e conseguenti risparmi di spesa pubblica
• possesso e detenzione responsabile degli animali anche a tutela dell’incolumità pubblica
• approccio one health e integrato Salute-Agricoltura-Ambiente
• rilevanza produttiva e occupazionale del comparto (Professionisti, Industria e Agricoltura)
 
 
Si ritiene necessario e urgente individuare il primo provvedimento normativo utile ad un allineamento definitivo delle aliquote IVA applicate al settore della sa- lute e del benessere animale, attraverso la ricollocazione delle prestazioni veterinarie (Codice Ateco 75) e degli alimenti per animali da compa- gnia condizionati per la vendita al minuto (Con la modifica della Tab. A, Parte II, numero 20 e Parte III numero 91, del DPR 633/72 e l’abrogazione del comma 6 art. 75 della L 413 del 1991) nel medesimo scaglione d’Imposta agevolata (10%) al pari dei medicinali veterinari.
 
 
Per rispondere alle finalità proprie di questo settore e alle relative aspettative dell’Unione Europea, la rimodulazione dell’aliquota IVA in fascia unica agevolata al 10% dovrà assumere carattere strutturale permanente e non temporaneo.
 
 
L’impoverimento economico determinato dall’emergenza Covid-19 renderà ancora più gravoso sopportare questo peso fiscale da parte dei contribuenti pri- vati, con il rischio di deprimere la domanda di salute e di benessere animale. In Italia, ci sono 60 milioni di animali da compagnia: su base ISTAT, il rappor- to tra gli animali da compagnia e la popolazione italiana è di 1 a 1. Un cittadino per ogni animale da compagnia; 1,5 famiglie italiane su 3.
 
 
Si evidenzia che il settore della salute e del benessere animale è considerato funzionale ad assicurare la continuità della filiera, servizi di pubblica utilità ed essenziali. Per questa ragione, le attività di questo settore non sono state sospese durante il lockdown.
 
 
Nonostante il loro carattere di essenzialità, le prestazioni veterinarie e i prodotti alimentari per animali da compagnia continuano ad essere collocati nello scaglione IVA più elevato, al pari di beni e servizi di lusso e/o non essenziali.
 
 
Si evidenzia inoltre che il settore della salute e il benessere animale include attività di prevenzione, cura, controllo e mantenimento della salute sia degli animali da compagnia che di quelli allevati a scopo di produzione di alimenti per l’uomo.