Bollettino Osservatorio delle Libere Professioni | Confprofessioni

3. Una necessaria riflessione sul futuro post Covid-19

 

di Gaetano Stella, Presidente dell'Osservatorio delle libere professioni di Confprofessioni

 

I dati che presentiamo in questo terzo numero del bollettino costituiscono una sorta di primo bilancio delle conseguenze dell’epidemia da Covid-19 e delle misure di aiuto ai lavoratori. Inoltre viene offerta una documentazione del mutamento degli orientamenti di opinione pubblica verso il governo e le istituzioni comunitarie proprio in conseguenza del Covid-19.

Tuttavia, la pandemia di questi mesi getta una luce diversa e nuova sui principali accadimenti del recente passato. Nei primi dieci anni del XXI secolo il mondo è stato sconvolto da quattro eventi critici inattesi, in larga parte non prevedibili secondo i canoni tradizionali di interpretazione della società: a) la crisi finanziaria del 2008-2011, a partire dalla crisi dei prestiti subprime americani; b) il ripiegamento di stampo protezionista rispetto alla globalizzazione dei mercati di beni e servizi, in particolare dopo l’elezione di Trump nel 2016; c) la difficoltà a controllare l’espansione delle tecnologie digitali, tanto sul versante degli effetti sui posti di lavoro quanto su quello del loro impatto geo-politico; d) una pandemia di dimensioni e pericolosità del tutto imprevista e diffusasi a macchia d’olio in ogni parte del mondo.

Queste quattro crisi hanno davvero cambiato il modo con il quale guardare alla nostra epoca, in particolare perché hanno per la prima volta messo in discussione la supremazia del mercato come unico regolatore delle società contemporanee. E non a caso ritorna prepotente sulla scena una vecchia figura dei secoli passati, fino a qualche tempo fa considerata fuori moda: lo Stato, le istituzioni, la politica, con il necessario corollario dell’intervento pubblico nell’economia e nella società. Appare infatti evidente che il mercato è inadatto ad affrontare questo tipo di crisi. Che si tratti di regolare i mercati finanziari, di riorganizzare gli scambi internazionali, di frenare/controllare alcune dimensioni preoccupanti delle tecnologie digitali, oppure infine di affrontare le pandemie con misure straordinarie di sanità pubblica, in tutti questi casi abbiamo a che fare con eventi globali impossibili da risolvere attraverso le sole forze di mercato.

Nello specifico ambito della rappresentanza, l’attuale situazione è da esaminare con attenzione. Da un certo punto di vista si tratta di un’occasione unica e non prevista di ripensamento dei rapporti tra associazioni di rappresentanza e istituzioni, molto simile a quanto accaduto dopo la prima guerra mondiale e dopo la crisi del 1929. A livello territoriale, regionale e nazionale, infatti, le associazioni di rappresentanza degli interessi hanno svolto un enorme lavoro di tutela delle proprie basi elettive, in molti casi attraverso un continuo confronto con le istituzioni regionali e nazionali, rendendo evidente quanto fosse irrealistica l’idea che la disintermediazione, con i corollari della democrazia del leader e democrazia diretta, fosse la migliore soluzione al governo delle società contemporanee.

Anche Confprofessioni, in tutte le sue articolazioni associative territoriali e categoriali, si è trovata ad affrontare compiti di rappresentanza, tutela e servizio con una intensità mai sperimentata prima. Si tratta di un’esperienza eccezionale che dovrà prima o poi venire raccontata in tutte le sue sfaccettature in modo da dare un senso storico agli accadimenti dei mesi scorsi. Ma che obbliga anche a riflettere su come rafforzare le nostre strutture associative, così da rispondere in modo più adeguato e tempestivo alle crescenti domande che provengono dalla nostra base. Specie se si tiene conto che la rinnovata centralità delle istituzioni pubbliche -Stato e Regioni, in primis- necessita dell’apporto delle competenze offerte dai mondi libero-professionali, pena il rischio di ritardi, inefficienze e sprechi che non possiamo in alcun modo permetterci.

 

N.3) Bollettino agosto-settembre 2020

I numeri che contano:

Le news dall’Europa e dal mondo

Le news dall’Italia

 

SEGNALAZIONI:

Documenti istituzionali e normative (n.2 articoli)

Studi e ricerche (n.4 articoli)

Letture e rassegna stampa (n.5 articoli)

 

2. Anatomia di una crisi

 

di Gaetano Stella, Presidente dell’Osservatorio delle libere professioni di Confprofessioni

 

I primi effetti della pandemia sul tessuto professionale italiano sono preoccupanti. Al di là delle sensazioni di angoscia e di incertezza, che ognuno di noi ha vissuto negli ultimi dolorosi mesi, in questo nuovo numero del “Bollettino sulle libere professioni” abbiamo voluto misurare, attraverso dati, analisi e tendenze, la profondità dell'emergenza sanitaria ed economica che ha investito il mercato del lavoro e, in particolare, il settore delle attività professionali e indipendenti.

L’attività di ricerca del nostro Osservatorio si è basata esclusivamente sul valore scientifico dei numeri per offrire un qualificato strumento di informazione, rigoroso e oggettivo, che consenta di conoscere e approfondire i temi di attualità del nostro settore economico, senza lasciar spazio a commenti o conclusioni di altra natura. Una precisa impostazione metodologica che interessa ogni sezione del Bollettino, anche quella dedicata alle novità normative che ci coinvolgono. Come dire: solo la dura realtà.

Leggendo trasversalmente le analisi contenute in questo nuovo numero del Bollettino, emerge con estrema chiarezza il tributo che il settore professionale ha pagato all'emergenza Coronavirus sia sul piano sociale, sia su quello occupazionale. Ma c'è anche, tra le righe, il disperato tentativo di tornare alla normalità e, qui, ci confortano i dati sui contributi versati dagli studi professionali, che tornano a salire dopo una prima fase di incertezza.

Tutti gli indicatori che fino alla fine dello scorso anno mostravano segnali positivi, hanno bruscamente invertito la rotta nel primo quadrimestre del 2020, con un calo di circa 400.000 occupati e di circa 190.000 lavoratori indipendenti. Altre indicazioni degli effetti del lockdown vengono dalle richieste dell’indennità di 600 euro a favore dei professionisti iscritti alle Casse di previdenza privata, dai dati della contribuzione al nostro fondo sanitario, dalle nostre elaborazioni sui dati INPS e INAIL.

Si poteva fare di più? Forse. Di certo, mettendo a confronto le misure economiche adottate dai principali Paesi europei a favore dei lavoratori indipendenti, appare di tutta evidenza come il nostro Paese abbia scontato una cronica carenza di risorse finanziarie, le quali solo in minima parte sono riuscite a mitigare l'emergenza economica innescata da virus.

Di qui la nostra preoccupazione per i mesi a venire.

 

 

N.2) Bollettino giugno-luglio 2020

I numeri che contano:

Le news dall’Europa e dal mondo

Le news dall’Italia

 

SEGNALAZIONI:

  • Documenti istituzionali e normative
  • Studi e ricerche
  • Letture e rassegna stampa

 

 

1. Un nuovo impegno

 

di Gaetano Stella, Presidente dell’Osservatorio delle libere professioni di Confprofessioni

 

Da tempo avevamo pensato di avviare un Bollettino periodico documentale qualificato che si affianca al nostro Rapporto annuale sulle libere professioni. L’emergenza di questi mesi ha aumentato questa necessità, portando a galla in tutto il nostro sistema professionale, come pure tra i principali interlocutori istituzionali, il bisogno di informazioni aggiornate e, soprattutto, affidabili.

Per rispondere a questa domanda, nelle scorse settimane abbiamo pubblicato un inedito Rapporto regionale sulle libere professioni per ognuna delle 20 regioni italiane. Oggi invece presentiamo il primo Bollettino, la cui cadenza sarà bimestrale, e che conterrà sia analisi originali predisposte dal nostro Osservatorio, sia una rassegna di segnalazioni di studi, ricerche e opinioni qualificate provenienti prevalentemente dal mondo della ricerca.

In questo primo numero troverete, in primo luogo, una raccolta sinottica di tutte le più importanti iniziative per fronteggiare l’emergenza Covid-19 avviate dalle Casse di previdenza e dall’INPS a sostegno del comparto degli studi professionali. Poi, una stima quantitativa molto dettagliata degli effetti del lock-down nelle diverse attività produttive, dedicando un’attenzione specifica al comparto delle libere professioni: l’arco temporale preso in esame è quello di marzo e di aprile 2020, nel pieno della pandemia. Sul prossimo numero ci occuperemo della fase 2. In terzo luogo, sono state elaborate delle schede delle principali iniziative a sostegno dell’economia messe in campo dai Paesi europei; analoghe schede sono state elaborate per il Decreto Cura Italia e i successivi interventi governativi a favore del lavoro indipendente. Infine, sono state raccolti e sintetizzati gli accordi regionali per la Cassa integrazione in deroga e le altre iniziative regionali con i riferimenti relativi alle norme.

Il Bollettino si chiude infine con una ricca selezione di segnalazioni di studi e ricerche che possono essere utili alla riflessione sull’attuale momento.

Come si può vedere, si tratta di uno sforzo significativo per quanto ancora sperimentale. Proprio per questo carattere di working in progress di questa nuova iniziativa, siamo pronti a raccogliere commenti e suggerimenti per fare in modo che esso sia uno strumento essenziale per il comparto delle libere professioni.

 

N.1) Bollettino aprile-maggio 2020