ASSOCIAZIONI, IL REBUS DEL RICONOSCIMENTO | Confprofessioni

ASSOCIAZIONI, IL REBUS DEL RICONOSCIMENTO

06/05/2009

Due sentenze del Tar Lazio riaprono la questione delle categorie senza albo. Annullato il decreto Mastella. La palla torna al Guardasigilli.

Si complicano i rapporti giuridici fra gli Ordini e le Associazioni professionali. A breve distanza di tempo l’una dall’altra, due sentenze del Tar del Lazio sono riuscite a dar torto ai primi e nello stesso tempo a rimettere in discussione il riconoscimento delle seconde.

Materia del contendere, in entrambi i procedimenti, è stato il Dm 28 aprile 2008, il decreto dell’ex Ministro Mastella, che, nel solco normativo della Direttiva Zappalà, ammetteva la partecipazione delle associazioni dei senza albo alla definizione delle “piattaforme comuni”, ovvero dei criteri di omogeneizzazione della formazione e delle qualifiche professionali in Europa.

Con la prima sentenza, il Tar del Lazio ha salvato il decreto, ma con la seconda l’ha annullato. A fare la differenza, sono state le motivazioni dei ricorrenti nelle due diverse cause: all’Ordine dei Dottori Commercialisti (affiancato nel ricorso dal CUP), il Tribunale ha spiegato che la formulazione del Dm impugnato non si presta a introdurre alcun sistema duale surrettizio. Nella seconda causa ha invece dato ragione alle associazioni ricorrenti nel prevedere per le stesse una nuova verifica dei requisiti di rappresentatività, il decreto impugnato ha integrato una disciplina legislativa già di per sé autosufficiente. Dunque il decreto è annullato.

Ciò che può apparire per certi versi paradossale è che il decreto in questione non sia caduto sotto i colpi delle professioni ordinistiche, ma di un gruppo di associazioni (otto sigle sanitarie). Il contenzioso, infatti, ha sì azzerato la questione del riconoscimento, ma al tempo stesso ha fornito alla giurisprudenza l’occasione per ribadire gli incerti confini tra le competenze di una professione organizzata in un Ordine e una senza.

E’ un fatto che il Tar, nella prima causa intentata dall’Ordine dei Commercialisti, abbia sentenziato come in fatto di prestazioni non soggette a riserva le associazioni si pongono sullo stesso piano di rappresentatività degli Ordini ai quali spettano appunto solo le competenze riservate. L’ultima parola sul riconoscimento, adesso, torna a Via Arenula.