DALL'ANTITRUST NIENTE DI NUOVO | Confprofessioni
24/03/2009
DALL'ANTITRUST NIENTE DI NUOVO

Stella al Sole 24 Ore: il Governo faccia rapidamente la riforma

“Il Governo faccia rapidamente la riforma delle professioni- dichiara il Presidente Gaetano Stella al Sole 24 Ore in edicola oggi- il sistema non sta favorendo i cittadini ma ha indebolito i professionisti”. Sono molto critiche le reazioni delle professioni alla relazione del Garante della Concorrenza e del Mercato sulle liberalizzazioni delle professioni, un documento che non aggiunge nulla di nuovo allo scenario e alle prospettive del sistema professionale in Italia.
“Rimangono in essere i soliti pregiudizi e i tentativi surrettizi di porre mano al sistema delle professioni” ha dichiarato il Presidente di Confprofessioni nel comunicato stampa diffuso ieri. L’Antitrust torna sul tema delle tariffe e dell’accesso alla professione, che secondo Confprofessioni sono i vecchi cavalli di battaglia dell’Agcm, “ma non rispecchiano più le nuove dinamiche delle attività professionali in Italia e in Europa”- aggiunge Stella.
“Le liberalizzazioni di Bersani sul fronte delle tariffe hanno prodotto pesanti distorsioni sul mercato professionale. L’’intento di salvaguardare gli interessi dei cittadini e’ fallito, in compenso ha indebolito i professionisti che ora si trovano da soli a fronteggiare una crisi mai vista”- dice Stella - “E’ arrivato il momento che il Governo proceda senza indugi alla riforma delle professioni, per far emergere le competenze e le potenzialità di un settore economico e sociale indispensabile alla ripresa e alla crescita del Paese”.

Sul fronte dell’accesso alla professione, fortemente contestato dall’Antitrust, la linea di Confprofessioni è da sempre chiara: “la prestazione intellettuale si fonda sulla formazione sull’aggiornamento e sulla competenza individuale -dice Stella - non è una questione di mezzi”. In Italia abbiamo il più basso indice di laureati rispetto agli altri Paesi europei, un ritardo cronico, che si accompagna a un problema sociale legato alla permanenza prolungata dei giovani presso le famiglie. Inoltre, la polverizzazione dei corsi di laurea in tutta Italia non ha migliorato la preparazione accademica dei giovani, bensì ha determinato un abbassamento degli standard formativi e culturali scatenando una massiccia disoccupazione intellettuale a tutti i livelli.

“Non è il nostro modello - ribadisce Stella - occorre un percorso formativo che parta direttamente dalle Università e che trovi il suo sbocco naturale anche dentro gli studi professionali dove la qualità della prestazione garantisce un livello di terzietà per il cliente che non ha paragoni in nessun altro comparto produttivo, perchè la prestazione di servizi non potrà mai essere fatta in serie con lo stampino”.

Link alla Rassegna Stampa:
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