I bambini e la dignità delle emozioni | Confprofessioni
PLP | 27/05/2021
I bambini e la dignità delle emozioni

La rubrica Progetto Spazio Psicologico a cura di PLP

di Elisa Mulone
Psicologa e psicoterapeuta
Presidente Nazionale PLP

 

 

Una sera, prima di addormentarsi, Gabriele racconta alla sua mamma: “Oggi a scuola abbiamo studiato gli aggettivi e la maestra ci ha chiesto di descrivere la mamma. Io ho detto: La mamma è bella, è bassa, è forte, fa tante cose, è allegra, è triste”

 

 

La mamma di Gabriele viene colpita dalla scelta degli aggettivi allegra e triste messi insieme.

  • Mamma: “Come mai hai detto anche triste? Mi hai, forse, vista triste in questi giorni?”
  • Gabriele: “Beh, mamma”, risponde il bambino, “hai perso un papà, una mamma, una bambina e un cane…un po’ triste lo devi essere per forza!”
  • Mamma: “Hai ragione! Ogni tanto, un po’ triste lo sono … ogni tanto”.

 

 

Gabriele ha 8 anni e da acuto osservatore, con una semplicità spiazzante, mette in luce una grande verità della condizione umana. La complessità della vita, fa sì che dentro ognuno di noi co-abitino diverse emozioni che, col tempo, si tramutano in sentimenti più o meno stabili. Alcune stanno sullo sfondo delle nostre esperienze passate e non emergono apertamente nelle interazioni presenti, altre sono più manifeste. Ogni emozione, ogni sentimento, ha dignità di esistere nella vita di ognuno di noi, con sfumature e intensità diverse, ma con la medesima possibilità di essere narrati e condivisi.

 

 

I bambini e le bambine, più di chiunque altro, percepiscono ciò che va oltre le parole: un gesto, uno sguardo, un sospiro, un’inflessione della voce, tutto ciò che dal corpo emerge con un sapore diverso dal solito. Se i bambini più grandi hanno acquisito la capacità di leggere e dare senso a questi segnali, i più piccoli, invece, avranno bisogno di una traduzione appropriata alla loro età che dia un senso a quello che sperimentano nell’interazione con gli adulti.

 

 

Non serve far finta di essere allegri quando si è tristi o, peggio, negare palesemente un’emozione perché ritenuta inopportuna. I bambini hanno bisogno di chiarezza e di buoni esempi. Hanno bisogno di sapere che non devono nascondere parti di sé, ma che possono essere accolti con tutte le loro emozioni.