VI Rapporto sulle libere professioni in Italia

Il 16 dicembre 2021 il “VI Rapporto sulle libere professioni in Italia” curato dall’Osservatorio delle libere professioni di Confprofessioni, coordinato dal professor Paolo Feltrin, è stato presentato a Roma alla presenza di Tiziano Treu, presidente del CNEL e coordinatore del Tavolo permanente per l’attuazione del Pnrr; di Andrea Orlando, ministro del Lavoro; di Maria Stella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, di Federico d’Incà, ministro per i Rapporti con il Parlamento; di Francesco Paolo Sisto, sottosegretario alla Giustizia; di Anna Ascani, sottosegretario allo Sviluppo Economico; di Grazia d’Angelo, della Commissione Giustizia del Senato, di Chiara Gribaudo della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati; di Andrea De Bertoldi della Commissione Finanze del Senato; di Simone Pillon della Commissione Giustizia del Senato; e di Tommaso Nannicini, presidente della Commissione parlamentare per il controllo sulle attività degli enti di previdenza.

La pandemia continua a colpire il lavoro autonomo e professionale: 38 mila professionisti hanno chiuso l’attività nel 2020, ma il trend di lungo periodo è positivo. Commercio, finanza e immobiliare i settori più penalizzati. Cresce la componente femminile, ma calano i giovani under 34. La crisi pesa sui redditi sia tra ordinisti e non ordinisti, con un forte divario di genere. E sullo smart working il professor Feltrin spiega: «Nelle fasi più critiche della pandemia il lavoro agile non è stato tanto una scelta quanto una necessità, tuttavia la sperimentazione “forzata” dello smart working ha consentito, di fatto, di sdoganare una modalità di lavoro precedentemente poco diffusa, consolidandone l’utilizzo al di là dello stato di necessità decretato dalla pandemia».