Forum Fondoprofessioni 2025: la formazione continua tra certificazione, intelligenza artificiale e nuove sfide per le professioni

Si è svolto oggi l'evento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle parti sociali e del mondo della formazione professionale. Il presidente Natali: “Il Fondo ha dedicato risorse crescenti al finanziamento della formazione per la digitalizzazione dei processi, ma anche per un utilizzo consapevole dell’IA, puntando sia sullo sviluppo di competenze tecniche sia sulle soft skills, indispensabili per governare il cambiamento”. E la disputa con l'applicativo di intelligenza artificiale ne è stata una prova

Un confronto vero, acceso e costruttivo ha animato il Forum 2025 di Fondoprofessioni, svoltosi oggi a Roma, dal titolo “La formazione continua si confronta. Punti di vista su temi, modelli, strumenti e possibili evoluzioni”. L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle parti sociali e del mondo della formazione professionale, confermando il ruolo del Fondo come piattaforma di dialogo e innovazione per gli studi professionali e le aziende collegate.

La mattinata si è aperta con due dispute. Nella prima, dedicata alla certificazione delle competenze, si è sottolineato come questo strumento rappresenti un passo fondamentale verso una formazione più riconoscibile e qualificata. Tuttavia, è emerso con forza che la certificazione, pur essendo garanzia di trasparenza e valore, può comportare difficoltà operative e burocratiche per le imprese, soprattutto di piccole dimensioni. Occorre dunque individuare modelli più flessibili e accessibili, capaci di valorizzare i risultati formativi senza appesantire i processi gestionali. L’obiettivo condiviso è costruire un sistema di trasparenza e riconoscimento delle competenze che rappresenti un alleato della crescita e un elemento di reale spendibilità nei diversi posti di lavoro, non un ostacolo amministrativo. Hanno partecipato: Arduino Salatin, Professore ordinario Istituto Universitario Salesiano Venezia; Marco Ruffino, Esperto in processi di apprendimento; e Ferruccio Cavallin, Psicologo dell’organizzazione.

La seconda disputa ha affrontato il tema dell’intelligenza artificiale nella formazione, considerata una frontiera che apre opportunità straordinarie ma impone anche nuove responsabilità. L’IA è in grado di personalizzare i percorsi di apprendimento, analizzare dati e migliorare la qualità della didattica. Ma al tempo stesso richiede correttivi operativi, attraverso una riflessione sul ruolo del fattore umano. In un momento simbolico e sorprendente, l’intervento dell’“avvocato del diavolo” – voce critica della disputa – è stato affidato proprio a un applicativo di intelligenza artificiale, che ha argomentato in modo autonomo, dimostrando concretamente le potenzialità e i limiti di questa tecnologia. Un esperimento che ha reso tangibile la necessità di governare l’innovazione, piuttosto che subirla. Hanno partecipato: Vivaldo Moscatelli, Ambassador per la Comunità Europea nel progetto EDSC sulla certificazione delle competenze digitali; Emanuele Frontoni, Professore ordinario di Informatica all’Università di Macerata e co-director del VRAI Vision Robotics & Artificial Intelligence Lab; e Caterina Copernico, Applicativo di Intelligenza Artificiale.

La mattinata si è conclusa con la tavola rotonda istituzionale, che ha rappresentato il cuore del Forum. Sono intervenuti Antonio Capone, Direttore delle Aree di Produzione di Sviluppo Lavoro Italia, Beatrice Lomaglio, Presidente Associazione Italiana Formatori, e Susanna Sancassani, Responsabile del Centro Metodi e Tecnologie Innovative per la Didattica del Politecnico di Milano. I relatori hanno raccolto le sollecitazioni emerse, delineando alcune priorità per il futuro: semplificare le procedure di certificazione per renderle sostenibili anche per le micro e piccole realtà; rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato per garantire una formazione continua realmente accessibile e di qualità, anche alla luce del crescente ruolo dell’intelligenza artificiale.

«Dalla giornata è emersa una visione chiara: la formazione continua deve diventare il motore del cambiamento, capace di accompagnare le trasformazioni tecnologiche e sociali senza perdere di vista la dimensione umana», ha dichiarato Marco Natali, Presidente di Fondoprofessioni. «Il Fondo, attraverso i suoi Avvisi, ha dedicato risorse crescenti al finanziamento della formazione per la digitalizzazione dei processi, ma anche per un utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale, puntando sia sullo sviluppo di competenze tecniche sia sulle soft skills, indispensabili per governare il cambiamento».

Il Forum 2025 ha così posto le basi per una nuova stagione della formazione professionale: più aperta, responsabile e consapevole del proprio ruolo nel futuro del lavoro.