Stop al Body Shaming

Quando la critica estetica diventa un problema di salute mentale. Un nuovo approfondimento a cura di PLP

Body Shaming: come superare il giudizio sul proprio corpo

Se hai mai avuto la sensazione di essere giudicato, umiliato o di non sentirti a tuo agio con il tuo corpo, potresti essere vittima di body shaming. Ti sei mai sentito inadeguato solo per il tuo aspetto? Forse quel commento fatto per scherzo ti ha ferito più di quanto tu voglia ammettere, o magari ti sei sorpreso ad evitare uno specchio dopo una giornata particolarmente difficile. Se ti riconosci in queste situazioni, sappi che non sei solo. In psicoanalisi, il corpo è sempre più del suo aspetto: è la prima rappresentazione del Sé, un confine tra mondo interno ed esterno. Come scrive Freud, la nostra identità nasce da un corpo vissuto, investito libidicamente e affettivamente. Quando questo corpo viene giudicato o svalutato, anche la nostra immagine psichica ne soffre.

Cos’è il body shaming e come capire se lo stai subendo?

Il body shaming è un fenomeno complesso e subdolo che va ben oltre gli insulti espliciti. Si manifesta attraverso commenti, allusioni, sguardi critici e pressioni sociali, spesso velate da una presunta preoccupazione. In termini psicoanalitici, questi attacchi agiscono come ferite narcisistiche: minano l’immagine di sé e riattivano antiche esperienze di vergogna o svalutazione. Fenichel e Freud descrissero come l’Io si costruisca anche attraverso il corpo; quando questo viene attaccato, è il Sé stesso a sentirsi colpito.

Forme più comuni di body shaming

Il body shaming può essere diretto o implicito, espresso con parole, gesti o silenzi. Ogni atto giudicante comunica: ‘il tuo corpo non va bene’. Secondo la prospettiva psicoanalitica, questo rimanda al conflitto tra l’immagine ideale e il corpo reale. Freud parlava di Io ideale e Ideale dell’Io, mentre Lacan sottolineava che l’immagine corporea nasce nello ‘stadio dello specchio’, dove il soggetto impara a riconoscersi nello sguardo dell’altro. Se questo sguardo è svalutante o ironico, l’immagine speculare si deforma e genera vergogna.

Come i social media influenzano la percezione del corpo?

Viviamo immersi in una società dello sguardo, in cui l’approvazione passa attraverso like e commenti. Lacan avrebbe visto nei social media una gigantesca estensione dello ‘specchio’ collettivo, dove l’identità viene continuamente confermata o ferita dallo sguardo altrui. L’immagine ideale di perfezione produce un Super-Io crudele che ordina di essere sempre impeccabili. In questo contesto, l’Io è costantemente sotto pressione, spingendo molti a interiorizzare il giudizio come un imperativo narcisistico.

Quali sono le conseguenze psicologiche del body shaming

Le ferite del body shaming non si vedono, ma toccano in profondità la struttura del Sé. Winnicott parlava di ‘falso Sé’, ovvero una costruzione difensiva nata per compiacere l’altro e ottenere accettazione. Laddove manca uno sguardo empatico, il corpo diventa un campo di battaglia. L’esperienza ripetuta di derisione o rifiuto può portare a introiettare il giudizio, come un Super-Io punitivo. Klein e McDougall hanno descritto come la vergogna e la svalutazione del corpo possano generare somatizzazioni e disturbi alimentari.

Cos’è il body shaming interiorizzato?

Con il tempo, le voci critiche esterne diventano interne. Il soggetto inizia a giudicarsi con la stessa durezza degli altri. Freud parlerebbe di un Super-Io severo, la parte dell’apparato psichico che osserva e punisce l’Io. L’odio verso il corpo diventa così una forma di auto-punizione inconscia. McDougall descrisse il corpo come il teatro delle emozioni non simbolizzate: quando non possiamo esprimere la rabbia o la vergogna, il corpo parla per noi.

Come rispondere a chi ti fa body shaming?

Rispondere in modo assertivo significa proteggere i propri confini psichici. Winnicott sottolineava che la capacità di dire ‘no’ è una funzione sana del Sé autentico. Saper difendere il proprio corpo equivale a difendere la propria identità. Bion parlerebbe qui della funzione contenitore: la possibilità di trasformare l’aggressione esterna in pensiero, senza lasciarsi travolgere dal dolore o dalla vergogna.

Come rafforzare l’autostima e sviluppare body positivity

Ricostruire un rapporto sano con il corpo significa anche rielaborare le prime esperienze di sguardo e accudimento. Dolto e Winnicott ci ricordano che l’immagine del corpo nasce dal contatto affettivo e dallo sguardo materno che conferma l’esistenza del bambino. Quando questo sguardo è empatico, l’individuo cresce sentendosi degno di amore. La body positivity, in questa prospettiva, è una forma di riparazione psichica che permette di reintegrare un’immagine corporea frammentata.

Tecniche psicologiche di accettazione corporea

L’accettazione corporea implica un lavoro profondo sull’immagine interna del corpo. Anzieu ha descritto il ‘Moi-peau’, l’Io-pelle, come la prima frontiera psichica che contiene le emozioni. Imparare ad ascoltare il corpo senza giudizio significa rinforzare questo contenitore. L’accettazione radicale e il dialogo interiore gentile sono strumenti che, nella prospettiva psicoanalitica, aiutano a trasformare la vergogna in riconoscimento e cura di sé.

Come può aiutarti la psicoterapia

La psicoterapia psicoanalitica aiuta a dare parola alle ferite che il corpo ha subito, rendendo pensabile ciò che era stato sentito solo come dolore. Attraverso il transfert e la relazione terapeutica, il paziente sperimenta uno sguardo nuovo, non giudicante. È qui che il corpo può tornare ad essere vissuto come casa del Sé, non più come nemico. La trasformazione non avviene cambiando il corpo, ma modificando lo sguardo interno che lo percepisce.

La libertà dal giudizio inizia quando smetti di guardarti con gli occhi dell’altro e impari a riconoscere il tuo valore intrinseco. Come affermava Lacan, l’immagine del corpo è sempre una costruzione simbolica mediata dallo sguardo; cambiare quello sguardo è l’inizio della guarigione. Il corpo non è il problema, ma il luogo in cui si abita la propria storia psichica.

Bibliografia

Freud, S. (1914). Introduzione al narcisismo.
Lacan, J. (1949). Lo stadio dello specchio.
Winnicott, D.W. (1960). Il vero e il falso Sé.
Dolto, F. (1984). L’immagine inconscia del corpo.
Anzieu, D. (1985). L’Io-pelle.
McDougall, J. (1989). Teatralizzazioni del corpo.
Bion, W. (1962). Apprendere dall’esperienza.
Fenichel, O. (1945). The Psychoanalytic Theory of Neurosis.
Brown, B. (2010). The Gifts of Imperfection.
Mannelli, G. (2022). Dal body shaming al body loving.

 

Redazione PsicologodiBase.com

Associata Collettiva PLP