Standardizzazione, per PMI e liberi professionisti gli standard sono crescita

SBS, SMEunited ed EBC temono che la proposta della Commissione non riconosca alle MPMI un ruolo attivo nella definizione delle norme UE, nonostante il loro valore strategico per la crescita e la competitività delle imprese più piccole

Le norme tecniche sono uno strumento di competitività e crescita per le piccole e medie imprese e per i liberi professionisti, non costituiscono un semplice adempimento burocratico. È questo il messaggio che Small Business Standards (SBS), SMEunited e la European Builders Confederation (EBC) rivolgono ai co-legislatori europei, esprimendo preoccupazione per la nuova proposta di Regolamento sulla normazione.

Secondo le tre organizzazioni, il testo rischia di limitare il coinvolgimento delle PMI alle sole attività di normazione a sostegno della legislazione dell’Unione. Una prospettiva che, pur non essendo ancora del tutto definita nella sua attuazione, potrebbe ridurre portata, rilevanza e impatto dei rappresentanti europei delle PMI e fare passi indietro rispetto ai miglioramenti ottenuti con il Regolamento 1025/2012. «Dobbiamo ribadire l’importanza e sostenere concretamente l’impatto economico delle norme come strumento di competitività e crescita per le PMI», ha dichiarato il presidente di SBS, Philip van Nieuwenhuizen.

A tal fine, le tre organizzazioni ritengono prioritario salvaguardare i finanziamenti destinati alle organizzazioni dei portatori di interesse dell’Allegato II, ossia gli enti europei no-profit che rappresentano PMI, consumatori, ambiente e istanze sociali in almeno due terzi degli Stati membri, garantendo così le risorse necessarie per la sensibilizzazione, la formazione e la partecipazione diretta degli esperti delle piccole imprese nei comitati tecnici europei e internazionali.

Il tema delle risorse finanziarie rappresenta un altro elemento centrale. Per le tre organizzazioni, il Sistema europeo di standardizzazione (ESS) deve poter contare su finanziamenti solidi, sostenibili e proporzionati. Alcune delle nuove iniziative previste dalla proposta, tra cui la disponibilità gratuita degli standard citati nei riferimenti normativi, potrebbero infatti generare costi aggiuntivi per il sistema, e il timore è che questi nuovi costi finiscano per ridurre le risorse disponibili per sostenere la partecipazione degli esperti delle PMI ai comitati tecnici. Allo stesso tempo, SBS, SMEunited ed EBC invitano a evitare il rischio di frammentazione del sistema derivante da un ricorso eccessivo alle Specifiche comuni e alle nuove Organizzazioni designate per lo sviluppo degli standard (DSDOs), che dovrebbero essere utilizzate solo come soluzione di ultima istanza.

Non mancano, tuttavia, aspetti positivi nella proposta di riforma. La proposta mantiene un approccio inclusivo al coinvolgimento dei portatori di interesse e, al contempo, mira a modernizzare e digitalizzare l’ESS per renderlo più efficace e reattivo rispetto all’evoluzione del mercato. In tale prospettiva, il presidente di SMEunited, Davide Galli, ha evidenziato come la citazione delle specifiche tecniche possa offrire alle PMI una più rapida presunzione di conformità e una maggiore certezza del diritto. Da parte sua, il presidente di EBC, Jean-Christophe Repon, ha richiamato l’impatto favorevole della digitalizzazione e dei dati leggibili dalle macchine, strumenti essenziali per facilitare l’applicazione diretta delle norme sul campo, in particolare in settori complessi come l’edilizia, caratterizzato da circa 600 standard armonizzati.

In definitiva, l’efficacia del futuro sistema di normazione europea dipenderà dalla capacità dell’Unione di bilanciare le esigenze di conformità legislativa con la promozione attiva della competitività. Riconoscere il valore economico della partecipazione delle PMI e dei liberi professionisti non è solo una questione di rappresentanza, ma un investimento strategico sulla resilienza e sull’innovazione dell’intero mercato unico.

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