Strong regions, strong Europe. La coesione al centro del futuro bilancio comunitario

EU Regions and Cities Week 2026. Competitività, sviluppo territoriale e Quadro finanziario pluriennale 2028-2034

Come finanziare le nuove priorità strategiche dell’Unione senza indebolire la coesione territoriale? È questa la questione centrale emersa dalla sessione inaugurale della EU Regions and Cities Week 2026, dedicata al futuro della politica di coesione e al prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP).

Il messaggio condiviso dalle istituzioni europee e dalle autorità territoriali è chiaro: competitività e coesione devono rafforzarsi reciprocamente. La sfida del bilancio post-2027 è conciliare gli investimenti in difesa, sicurezza e innovazione con la riduzione delle disparità regionali e la partecipazione dei territori alle decisioni europee.

La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha ribadito la necessità di mantenere la politica di coesione distinta, con un bilancio dedicato, evitando che le nuove priorità strategiche penalizzino gli investimenti regionali. Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha richiamato l’importanza di competitività, accessibilità economica e semplificazione normativa, sottolineando il ruolo degli investimenti europei nell’affrontare la crisi abitativa e nel sostenere lo sviluppo territoriale.

Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le riforme, Raffaele Fitto, ha evidenziato la capacità della politica di coesione di adattarsi alle nuove esigenze: la revisione intermedia ha consentito di riallocare volontariamente 35 miliardi di euro, di cui oltre 15 miliardi per la competitività e quasi 12 miliardi per difesa e sicurezza. Per il prossimo QFP, la Commissione propone di razionalizzare gli interventi oggi distribuiti tra 14 fondi e oltre 500 programmi in 27 piani nazionali e regionali di partenariato. Resta tuttavia essenziale garantire il coinvolgimento delle autorità territoriali, affinché la semplificazione non si traduca in centralizzazione.

La presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tüttő, ha messo in guardia dal rischio che un fondo per la competitività gestito centralmente favorisca i territori già sviluppati, ampliando le disparità. La coesione contribuisce già alla modernizzazione economica: secondo i dati della Commissione richiamati nel suo intervento, circa il 58% dei fondi è destinato a obiettivi riconducibili alla bussola europea per la competitività. Il Comitato chiede quindi risorse adeguate, partenariato effettivo e garanzie concrete per la partecipazione regionale e locale.

Sul versante geopolitico, Jyrki Katainen, già vicepresidente della Commissione europea, ha sottolineato il contributo dei territori all’autonomia strategica europea, attraverso investimenti in materie prime critiche, energia, filiere industriali e innovazione. Le regioni rappresentano infatti un livello essenziale per trasformare le priorità europee in capacità produttiva e opportunità economiche.

I rappresentanti dei gruppi politici del Comitato europeo delle Regioni hanno condiviso la necessità di tutelare la coesione e la politica agricola comune, pur con accenti diversi. Tra le richieste principali figurano il rafforzamento delle risorse proprie, valutazioni d’impatto territoriale e garanzie giuridicamente vincolanti per il coinvolgimento delle autorità locali e regionali nella progettazione e nell’attuazione dei nuovi piani.

Particolare rilievo assume la strategia Right to Stay, illustrata da Fitto e sostenuta da diversi relatori, che mira a garantire ai cittadini la possibilità di costruire il proprio futuro nel territorio in cui vivono, attraverso occupazione, abitazioni accessibili e servizi essenziali. La Commissione prevede di adottarla all’inizio del 2027, in tempo per la preparazione dei nuovi piani.

Nelle conclusioni, Juanma Moreno, primo vicepresidente del Comitato europeo delle Regioni, ha ribadito che la forza dell’Europa si costruisce nelle città e nelle regioni. Il coinvolgimento dei territori è una questione non soltanto economica e sociale, ma anche democratica: decisioni distanti dalle comunità rischiano di alimentare sfiducia e polarizzazione.

Il negoziato sul prossimo QFP, dopo la presentazione della negotiation box della presidenza irlandese, punta a un accordo entro la fine del 2026, per consentire l’avvio del bilancio il 1° gennaio 2028. La sfida sarà finanziare le nuove priorità strategiche senza compromettere la coesione, garantendo risorse adeguate e un ruolo effettivo alle autorità territoriali. Il principio di Strong regions, strong Europe sintetizza questa prospettiva: un’Europa competitiva e resiliente è possibile soltanto se tutte le sue regioni possono contribuire alla crescita comune.

 

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