Le carenze di manodopera continuano a rappresentare una sfida per la competitività europea e per le transizioni verde e digitale. Il Cedefop, tuttavia, argomenta che la risposta a questa problematica non può concentrarsi esclusivamente su formazione, migrazione e salari, risultando in una soluzione parziale: anche la qualità dei posti di lavoro costituisce un elemento determinante per affrontare le difficoltà di reclutamento e trattenere i lavoratori.
La carenza di personale interessa in particolare professioni legate all’istruzione e formazione professionale (Vocational Education and Training), tra cui quelle dei settori della manifattura e della metallurgia, dell’edilizia, della ristorazione, dei trasporti e della logistica e dell’assistenza sanitaria e sociale. Si tratta spesso di occupazioni caratterizzate da condizioni di lavoro impegnative o rischiose, limitate prospettive di carriera e, in alcuni casi, forme di occupazione meno stabili.
Il quadro è ulteriormente aggravato dai cambiamenti demografici, che aumentano la domanda di sostituzione in settori come sanità, assistenza ed edilizia. Secondo il Cedefop, inoltre, le professioni più difficili da coprire coincidono frequentemente con quelle caratterizzate da condizioni lavorative più problematiche. Ne deriva che la sola formazione di nuovi lavoratori potrebbe non essere sufficiente se i posti di lavoro continuano a presentare difficoltà in termini di sicurezza, benessere, stabilità e prospettive professionali.
Per il Labour and Skills shortage Index del CEDEFOP, migliorare la qualità del lavoro rappresenta quindi non solo un obiettivo sociale, ma anche uno strumento per rafforzare la competitività e la resilienza del mercato del lavoro europeo. Maggiore attenzione alla prevenzione dei rischi, alla sicurezza, all’organizzazione del lavoro e al benessere dei lavoratori può infatti contribuire a rendere le professioni più attrattive, favorire la permanenza dei lavoratori e ridurre le difficoltà di reclutamento.
La riflessione si inserisce nel solco tracciato dalla Quality Jobs Roadmap della Commissione, datata dicembre 2025, volta a sostenere la forza lavoro europea e a consolidare il dialogo sociale di fronte alle trasformazioni strutturali del mercato del lavoro.
L’integrazione tra politiche per le competenze, qualità dell’occupazione e condizioni di lavoro può dunque rappresentare un elemento centrale per la competitività europea, in quanto colmare le carenze di manodopera non significa solo trovare lavoratori, ma offrire loro un incentivo restare. È su questo terreno, più che nelle aule di formazione, che si misurerà la capacità dell’Europa di rimanere competitiva.

