Confprofessioni Basilicata presenta report sui professionisti

Il presidente Carlo Spirito ha illustrato e discusso alcuni dati regionali del rapporto di Confprofessioni, presentato, a Roma, lo scorso 15 novembre durante il Congresso nazionale dei professionisti “L’immagine della situazione dei liberi professionisti in Basilicata da un lato presenta elementi positivi ma dall’altro mostra criticità che richiedono un ripensamento delle condizioni in cui si
Il presidente Carlo Spirito ha illustrato e discusso alcuni dati regionali del rapporto di Confprofessioni, presentato, a Roma, lo scorso 15 novembre durante il Congresso nazionale dei professionisti

“L’immagine della situazione dei liberi professionisti in Basilicata da un lato presenta elementi positivi ma dall’altro mostra criticità che richiedono un ripensamento delle condizioni in cui si trovano a lavorare all’interno del tessuto economico e sociale locale”.

 

Questa la fotografia emersa nel corso della seduta di Giunta e Consiglio di Confprofessioni Basilicata, in cui il presidente Carlo Spirito ha illustrato e discusso alcuni dati regionali del rapporto di Confprofessioni nazionale, presentato durante la manifestazione che si è svolta a metà novembre a Roma.

 

La Basilicata risulta, infatti, la prima regione nel Mezzogiorno per numero di liberi professionisti pro capite, con 18,7 figure ogni 1.000 abitanti, ma resta evidente la distanza nel confronto con le realtà del Nord Italia, con un’incidenza di solo il 6,1% sul totale degli occupati. Nel corso della crisi dell’ultimo decennio i liberi professionisti sono risultati tra i meno tutelati ma, al tempo stesso, sono aumentati di numero in misura costante dallo scorso 2006 ad oggi. Importante anche la suddivisione dei liberi professionisti tra uomini e donne, paritaria tra le fasce più giovani ma assolutamente disomogenea con l’avanzare dell’età, con una presenza di donne libere professioniste vicina allo zero nelle fasce più anziane.

 

“Da un lato – dice Spirito – la consistenza numerica dei liberi professionisti fornisce una chiara indicazione dell’importanza di questa categoria per la produzione di reddito ma, d’altro canto, proprio l’aumento del loro numero rappresenta un nodo critico causando una riduzione dei guadagni per i singoli, elemento che danneggia in particolar modo i giovani professionisti e le donne. Per questo occorre un ripensamento, a livello istituzionale e professionale, coniugando insieme formazione specializzata e strumenti che siano capaci di procedere ad una profonda riorganizzazione del mondo dei liberi professionisti quanto più condivisa possibile”.