Alla luce del considerevole apprezzamento registrato dalla prima edizione, tenutasi a Verona il 19-20 aprile dello scorso anno, in sinergia con la Sezione Procedure Concorsuali del nostro Tribunale, ANF Verona ha deciso di organizzare una seconda edizione dell’autorevole convegno in materia di diritto concorsuale, che si è tenuto venerdì 30 e sabato 31 maggio u.s.
L’evento, di notevole rilievo, sia per i temi trattati che per il numero e l’indiscutibile spessore dei relatori (16, oltre alla presenza della Presidente e di alti due magistrati della Sezione Procedure Concorsuali di Verona, che oltre a moderare hanno potuto dare anche il loro contributo scientifico), ha confermato anche quest’anno il grande interesse di giuristi e professionisti del settore, che è stato oggetto di sensibili modifiche per effetto della recente introduzione del Codice della Crisi dell’Impresa e dell’Insolvenza, come sensibilmente modificato e integrato dai successivi correttivi, l’ultimo dei quali (il “Correttivo ter”) introdotto con il Dlgs. 136 del 13 settembre 2024.
Gli argomenti trattati sono risultati particolarmente utili ai professionisti del settore e l’evento – dall’approccio pratico – ha offerto l’occasione di un costruttivo confronto tra operatori rappresentativi di gran parte del territorio nazionale in un ambito di difficile interpretazione, data la scarsa presenza di riferimenti giurisprudenziali in merito alle recenti evoluzioni. L’utilità di un approfondimento specifico in materia si traduce anche in un diretto vantaggio a favore di quei soggetti in stato di crisi che sempre più frequentemente fanno ricorso agli strumenti offerti dal CCII e che devono poter contare su una preparazione qualificata da parte di tutti i professionisti che, con vari ruoli e funzioni, si occupano delle procedure concorsuali.
La corposa rappresentanza di magistrati tra le fila dei relatori ha, inoltre, consentito ai convegnisti di conoscere anche alcune frequenti criticità a livello più squisitamente operativo, con l’obiettivo di individuare, laddove possibile, prassi operative condivise.
Il convegno ha toccato il tema della composizione negoziata della crisi d’impresa, strumento di risanamento a cui le imprese, soprattutto di maggiori dimensioni, ricorrono sempre più frequentemente, incaricando advisor specializzati per la redazione del piano di risanamento e per gestire tutte le fasi della procedura. Con la convinzione, esplicitata, che tale strumento abbia enormi potenzialità, ancora non compiutamente espresse, e l’obiettivo, dunque, di iniziare un percorso di maggior comprensione.
I relatori si sono, inoltre, interrogati sulle criticità e le funzionalità degli altri strumenti di regolazione della crisi, permettendo agli operatori del diritto di meglio orientarsi nella scelta dello strumento da consigliare al cliente per risolvere la crisi, così tutelando l’azienda ma al contempo anche creditori.
La mattina del sabato è stata dedicata a tre focus su temi di particolare rilievo, ossia l’affitto e la cessione dell’azienda, generalmente consequenziali, strumenti che spesso risultano essere l’unica via possibile di risanamento, garantendo comunque una continuità, seppur “indiretta”, ossia tramite soggetti terzi, dell’attività aziendale, e il sempre delicato e rilevantissimo, in termini operativi, tema del trattamento dei crediti tributari, anche sotto i profili dei rapporti con le agenzie fiscali in ipotesi di transazione fiscale e del c.d. cram down allorché tali crediti debbano essere considerati ai fini del voto, e dei crediti bancari, con particolare attenzione alla fondamentale funzione del ceto bancario di sostegno alla continuità dell’attività dell’azienda in crisi, con conseguente necessità di dare certezze in merito alla piena tutela del credito sorto in costanza di procedura al fine di rendere tale operatività appetibile. Tali temi sono stati affrontati sotto la prospettiva dei diversi strumenti di regolazione della crisi offerti dal CCII e, con riferimento agli atti dispositivi dell’azienda, si sono valutati vantaggi e svantaggi della loro esecuzione prima o dopo l’avvio della procedura.
Sono, inoltre, state illustrate le novità della liquidazione giudiziale, approdo inevitabile in tutte le ipotesi in cui non si sia fatto ricorso agli strumenti di regolazione preventiva della crisi ovvero tali strumenti non abbiano sortito il risultato sperato.
Una completa trattazione dei temi concorsuali non poteva, infine, ignorare le rilevanti novità in materia di procedure da sovraindebitamento, la cui normativa, introdotta inizialmente con L. n. 3/2012, è stata trasfusa nel Codice della Crisi d’Impresa e da ultimo riformate con il noto “Correttivo ter” e che sottende scelte ed obiettivi di rilevantissima portata sociale e macroeconomica. I rimedi offerti al debitore sovraindebitato, infatti, sono sempre più utilizzati e presentano una portata applicativa vastissima, potendovi accedere il consumatore, il professionista, l’imprenditore minore, l’imprenditore agricolo, le start up innovative e ogni altro debitore in difficoltà economica non assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali. L’esdebitazione, prima della L. 3/2012 contemplata nel nostro ordinamento solamente per i soci delle società di persone, è divenuta un risultato potenzialmente accessibile a tutti e i presupposti per potervi beneficiare sono stati oggetto di revirements legislativi, di diversi orientamenti giurisprudenziali e di accesi dibattiti tra gli operatori del diritto.
Avv. Anna Bimbatti
ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORENSE

