Erasmus+ 2028-2034. L’impulso dell’Europarlamento apre nuove opportunità per gli studi professionali

Il Parlamento europeo propone un aumento dei fondi per la formazione e l'adeguamento dei contributi all'inflazione e al caro-affitti. L'obiettivo è tutelare tirocinanti e personale educativo attraverso procedure semplificate e sinergie tra i diversi piani di finanziamento UE.

Il programma Erasmus+ si prepara a una profonda evoluzione in vista della nuova programmazione 2028-2034. La Commissione per la cultura e l’istruzione (CULT) del Parlamento europeo ha infatti approvato a larga maggioranza un pacchetto di emendamenti che punta a potenziare lo storico strumento di mobilità nato nel 1987. Questa riforma rappresenta una concreta opportunità per la crescita degli studi, la formazione continua dei propri collaboratori e l’attrazione di giovani talenti in un mercato del lavoro sempre più competitivo.

La novità di maggior rilievo per il settore professionale risiede nella duplice strategia del Parlamento europeo: aumentare le risorse complessive e introdurre rigidi vincoli di destinazione. I deputati chiedono infatti di innalzare il budget totale di Erasmus+ a 47,39 miliardi di euro e di riservare per legge ben il 74,6% al macro-settore dell’istruzione e della formazione professionale (VET). Questa blindatura finanziaria offre una garanzia assoluta di continuità: le risorse stanziate non potranno essere diminuite o dirottate dagli Stati membri verso altre voci di spesa.

Inoltre, per i giovani praticanti e i neolaureati, la riforma punta ad abbattere la barriera dei costi logistici, parametrando i contributi mensili all’inflazione e al reale costo degli alloggi nelle grandi città europee. Una delle conseguenze più significative di questa misura sarà proprio quella di facilitare l’inserimento delle nuove leve nel mercato del lavoro internazionale.

Nello scenario attuale, la gestione dei finanziamenti comunitari si scontra spesso con una burocrazia frammentata che scoraggia le micro-strutture. Per massimizzare l’impatto delle risorse, l’Europarlamento chiede di superare la logica dei compartimenti stagni, facilitando la combinazione dei fondi Erasmus+ con altri programmi strategici come Horizon Europe, dedicato alla ricerca scientifica, e il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+). L’integrazione di questi diversi canali di spesa aumenterà l’efficacia dei progetti e le opportunità concrete per gli studi professionali.

Il voto favorevole in commissione CULT rappresenta solo il primo passo di un lungo percorso legislativo. Il testo dovrà ora essere esaminato e votato in Plenaria per poi entrare nella fase decisiva dei negoziati con il Consiglio dell’UE. In questa sede si preannuncia un duro scontro politico, poiché i governi nazionali tendono storicamente a frenare l’aumento delle spese per tutelare i propri bilanci interni.

Per superare le resistenze degli Stati ed evitare tagli ai programmi economici, la risoluzione quadro approvata dall’aula in sede di definizione del bilancio pluriennale (MFF) ha avanzato la proposta di introdurre nuove tasse europee dirette sui mercati digitali e finanziari. Il piano punta a generare circa 60 miliardi di euro l’anno applicando un prelievo sulle plusvalenze da cripto-attività, una rinnovata Web Tax sui servizi delle grandi multinazionali del tech e un’imposta sul gioco d’azzardo online.

Anche se la riforma coprirà il prossimo decennio, la partita si decide in questi mesi a Bruxelles: dalle coperture fiscali approvate dipenderà l’entità dei finanziamenti a supporto della competitività e della formazione degli studi professionali italiani.

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