Protezione dei dati. La Commissione europea pubblica la relazione sulla direttiva circa le attività di polizia e giudiziarie

Il Commissario per la Giustizia, Didier Reynders, ha dichiarato: “La relazione odierna conferma che la direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie è una pietra angolare della politica di sicurezza dell'UE.”

La Commissione europea ha pubblicato oggi la sua relazione sull’applicazione e il funzionamento della direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie. La relazione osserva che la direttiva garantisce un livello armonizzato ed elevato di tutela dei diritti delle persone coinvolte in procedimenti penali e fornisce un quadro giuridico coerente per il trattamento dei dati da parte delle autorità di contrasto e giudiziarie. Viene inoltre posto in luce che il rafforzamento della fiducia e della sicurezza negli scambi di dati tra queste due autorità facilita la cooperazione transfrontaliera nella lotta contro la criminalità e il terrorismo.

La relazione rileva che, in generale, le norme sono state recepite in modo soddisfacente, ma che permane un certo numero di problemi (ad esempio la mancanza di risorse assegnate ad alcune autorità di protezione dei dati), il che ha portato all’avvio di procedure di infrazione. La relazione contiene inoltre un elenco di azioni messe a punto dalla Commissione, dagli Stati membri e dalle autorità di controllo della protezione dei dati volte a sfruttare appieno il potenziale della direttiva. Tali azioni mirano in particolar modo a portare a termine un recepimento completo e corretto della direttiva, a conferire alle autorità nazionali di controllo della protezione dei dati i poteri necessari e risorse adeguate e a pubblicare ulteriori orientamenti sull’interpretazione della direttiva da parte del comitato europeo per la protezione dei dati. La prossima relazione della Commissione sull’applicazione di questo strumento è prevista per il 2026.

Il Commissario per la Giustizia, Didier Reynders, ha dichiarato: “La relazione odierna conferma che la direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie è una pietra angolare della politica di sicurezza dell’UE. Essa non solo garantisce un’adeguata protezione dei dati personali delle vittime, dei testimoni e degli indagati di atti criminali, ma promuove anche la cooperazione tra le autorità di contrasto nazionali. Esorto gli Stati membri che non hanno ancora recepito la direttiva a farlo il prima possibile, affinché i cittadini beneficino del più alto livello di protezione.”

 

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