Il sistema agroalimentare italiano si trova al centro di una tempesta perfetta di transizioni simultanee: climatica, agroecologica, digitale, energetica, alimentare e circolare. Un’onda d’urto che impone un costante e immediato adeguamento delle competenze per tutti i protagonisti del comparto. Le tecnologie corrono a velocità mai viste prima, dall’intelligenza artificiale alla robotica, dalla sensoristica avanzata ai satelliti, fino alle biotecnologie e ai nuovi sistemi di monitoraggio climatico. In questo scenario in rapida mutazione, il rischio di un ritardo formativo rischia di trasformarsi nel più grande vincolo alla competitività del settore.
In prima linea per arginare questa emergenza c’è la FIDAF (Federazione Italiana Dottori in Agraria e Forestali), capillarmente impegnata nel potenziare il bagaglio tecnico di liberi professionisti, docenti, dirigenti pubblici e manager d’impresa. L’architettura formativa della Federazione poggia su tre pilastri strategici: webinar settimanali, convegni e visite sul campo.
I “Venerdì Culturali”: l’aula virtuale da record
Sul fronte della formazione a distanza, l’aggiornamento permanente si sviluppa attraverso i “Venerdì Culturali”, due cicli annuali da 10 webinar ciascuno. La formula (due ore di approfondimento tecnico e culturale nel tardo pomeriggio del venerdì) si è rivelata un successo: il ciclo di primavera 2026 ha registrato una media record di 790 partecipanti a sessione. Attualmente la Federazione è nel pieno dello svolgimento del suo XXXI Ciclo, segno di una continuità metodologica premiata dagli iscritti.
Convegni e approccio sistemico
Ai webinar si affiancano i grandi convegni tematici, promossi sia a livello nazionale che territoriale. Al centro del dibattito finiscono le materie più calde della finanza e della geopolitica agricola: dal credito all’agricoltura alla gestione dei rischi ambientali, passando per le evoluzioni delle normative europee, l’uso dell’IA e la tutela delle risorse naturali. La cifra distintiva è l’approccio sistemico: relatori di discipline differenti vengono messi a confronto per garantire una visione d’insieme del mercato e superare la tradizionale, ormai obsoleta, mentalità compartimentata a “silos”.
Le visite sul campo: la resilienza del Salento e la sfida Xylella
Perché la teoria si traduca in pratica, la FIDAF punta molto sulle visite alle realtà produttive. L’ultima in ordine di tempo si è svolta dal 1° al 4 ottobre 2026 in Salento, un territorio simbolo della resilienza agricola, profondamente ferito dal dramma della Xylella. La quattro giorni pugliese ha messo in luce la straordinaria versatilità della moderna professione agronomica. I delegati hanno toccato con mano realtà diversificate e all’avanguardia: dai vivai viticoli agli allevamenti ittici off-shore, dalle aree naturalistiche agli impianti per la produzione di olio, vino e farine. Realtà guidate da professionisti capaci di coniugare altissima specializzazione tecnologica, innovazione e profondo rispetto per l’ambiente.

