Türkiye–EU Business Forum 2025

Un confronto esclusivo tra Bruxelles e Ankara su energia pulita, mobilità sostenibile, smart cities e connettività euroasiatica: tre priorità operative per un’Europa più competitiva e inclusiva

Il Türkiye–EU Business Forum 2025, organizzato dalla Delegazione Permanente della Turchia presso l’Unione Europea in collaborazione con Forum Europe, si è tenuto a Bruxelles presso la sede di TOBB il 6 novembre scorso. L’iniziativa ha rappresentato un momento cruciale per riflettere su come Bruxelles e Ankara possano rinnovare e rafforzare i loro legami economici in un contesto globale segnato da profonde trasformazioni geopolitiche, nuove rivalità strategiche e sfide sistemiche.

Da oltre sei decenni, le relazioni economiche tra UE e Turchia costituiscono un pilastro di stabilità e prosperità regionale. Tuttavia, la competizione internazionale e la duplice transizione verde e digitale impongono una revisione strutturale del partenariato.

La Commissione europea ha avviato un programma ambizioso per rafforzare la competitività del Mercato unico e la base industriale europea, con l’obiettivo di sostenere l’autonomia strategica e guidare la doppia trasformazione. Parallelamente, il Paese sta attuando un vasto piano di modernizzazione economica delineato nel 12° Piano di Sviluppo (2024–2028) e nel Green Deal Action Plan, che pongono le basi per una “twin transition” – una doppia transizione ecologica e digitale – mirata a sviluppare industrie ad alto valore aggiunto e una crescita sostenibile.

Gli obiettivi nazionali includono un aumento significativo della capacità energetica rinnovabile entro il 2035 e il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2053, segnando una chiara convergenza con le priorità dell’Unione europea.

I lavori hanno coinvolto decisori politici, rappresentanti industriali, investitori e società civile, con l’obiettivo di individuare azioni concrete per l’integrazione del partner anatolico nelle catene del valore europee e per il rafforzamento della cooperazione bilaterale in settori chiave come energia, mobilità sostenibile, innovazione urbana e connettività euroasiatica. 

Il primo panel Alimentare il futuro – Energia, innovazione e commercio nell’era a emissioni zero ha posto al centro la transizione verde e la competitività industriale. L’Unione europea ha ribadito il proprio impegno verso la neutralità climatica entro il 2050 e la necessità di integrare Ankara in una strategia comune sull’energia pulita.  La Commissione europea ha sottolineato come la decarbonizzazione possa accompagnarsi alla crescita economica, se sostenuta da un quadro regolatorio stabile e da investimenti congiunti; sono stati evidenziati i progressi nella produzione di energia rinnovabile e nella digitalizzazione dei processi industriali, ricordando che oltre il 50% dell’elettricità turca proviene oggi da fonti rinnovabili e mostrando l’interesse reciproco per filiere più sostenibili, in linea con il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM).

Il secondo panel Mobilità sostenibile verso l’obiettivo zero emissioni ha affrontato l’integrazione del partner anatolico nel nuovo ecosistema europeo dei trasporti sviluppando i temi della cooperazione su veicoli elettrici, sistemi intelligenti di trasporto (ITS), batterie e infrastrutture digitali. Le aziende nazionali, già attive nella produzione di autobus elettrici e a idrogeno, hanno presentato esperienze di successo e chiesto maggiore armonizzazione normativa con l’UE. L’obiettivo condiviso è creare un mercato unico per la mobilità a zero emissioni, basato su standard comuni in materia di sicurezza, cybersecurity e interoperabilità.

Il terzo panel Smart Cities, Infrastrutture e Innovazione Urbana si è concentrato sulla rigenerazione urbana e sulla digitalizzazione delle città, considerate essenziali per la sostenibilità e la resilienza futura. Si è discusso di nuovi modelli di finanziamento per progetti di smart city, l’uso degli open data, l’intelligenza artificiale applicata ai servizi pubblici e le partnership pubblico-private. Il Paese, impegnato nella ricostruzione post-sismica e nella modernizzazione del patrimonio edilizio, considera le tecnologie digitali uno strumento chiave per garantire sicurezza, efficienza energetica e qualità della vita. La Commissione ha inoltre presentato nuove piattaforme europee per promuovere l’uso di IA e big data nella pianificazione urbana, sostenendo reti di città tramite fondi UE e progetti pilota.

L’ultimo panel Il Corridoio di Mezzo: Promuovere la resilienza delle catene globali del valore ha analizzato il ruolo strategico del cosiddetto “Middle Corridor”, l’asse logistico che collega l’Europa al Caucaso e all’Asia centrale passando per il territorio nazionale che rappresenta ormai un pilastro della sicurezza economica regionale. Le principali criticità discusse riguardano infrastrutture ancora insufficienti, burocrazia e problemi di visti per imprese e autotrasportatori. Le soluzioni proposte includono maggiori investimenti ferroviari, armonizzazione delle normative e coordinamento multilaterale tra i Paesi del corridoio. L’OCSE ha evidenziato il ruolo della “soft connectivity”, ovvero la semplificazione di regole, controlli e standard, come elemento chiave per migliorare la competitività.

Nelle conclusioni, la Commissione europea e la rappresentanza nazionale hanno individuato tre priorità operative:

  1. Aggiornare l’Unione doganale del 1996, ormai superata per servizi, digitale e agricoltura.
  2. Liberalizzare i visti, per facilitare la mobilità di imprenditori, tecnici e professionisti.
  3. Rafforzare la cooperazione industriale e climatica, per accelerare la doppia transizione verde e digitale.

Il messaggio politico conclusivo è chiaro: integrazione economica e convergenza normativa rappresentano la chiave per un’Europa più forte, inclusiva e sostenibile.

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