Quality Jobs Act, Bruxelles avvia la seconda fase di consultazione con le parti sociali

“L’Europa ha costruito il modello sociale più solido del mondo. Per mantenerlo anche in futuro dobbiamo agire oggi”, afferma Roxana Mînzatu, Vicepresidente esecutiva della Commissione europea

La Commissione europea ha ufficialmente dato il via alla seconda fase della consultazione delle parti sociali riguardante il Quality Jobs Act, l’attesa iniziativa legislativa volta a ridefinire gli standard del lavoro in tutto il continente. Questo passaggio rappresenta un momento cruciale nella definizione di una normativa che punta a rendere l’Europa il luogo migliore in cui vivere e lavorare, bilanciando competitività economica e diritti sociali.

Annunciato dalla presidente Ursula von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione del 2025, il Quality Jobs Act è un’iniziativa inserita nel Programma di lavoro della Commissione per il 2026. Si tratta di un quadro normativo unitario che mira a modernizzare le regole del lavoro per rispondere alle sfide del XXI secolo: digitalizzazione, intelligenza artificiale e transizione ecologica. Il concetto di “lavoro di qualità” promosso dall’UE non riguarda solo l’occupazione in sé, ma include retribuzioni eque, condizioni di lavoro sicure, accesso alla formazione continua e una solida protezione sociale. Lo scopo a lungo termine sarà quello di contribuire a sradicare la povertà lavorativa entro il 2050.

La proposta legislativa, che la Commissione prevede di presentare ufficialmente entro la fine del 2026, si concentra su cinque aree d’azione prioritarie. La prima riguarda l’Intelligenza artificiale e la gestione algoritmica, con l’obiettivo di garantire che l’essere umano rimanga al centro dei processi decisionali automatizzati, assicurando trasparenza e proteggendo i lavoratori da forme di monitoraggio eccessive o invasive. La seconda punta ad aggiornare le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro, includendo i rischi legati al telelavoro e quelli psicosociali, come le molestie sessuali ed estendendo le tutele anche a chi opera fuori dai locali aziendali. La terza riguarda una maggiore trasparenza nei subappalti, attraverso regole più rigorose per le catene di fornitura e una responsabilità rafforzata degli intermediari per prevenire lo sfruttamento della manodopera. La quarta priorità è rappresentata dalla transizione giusta, che punta a sostenere lavoratori e imprese nel passaggio all’economia verde e digitale attraverso lo sviluppo delle competenze, affinché nessuno sia lasciato indietro. La quinta, infine, rafforza le ispezioni sul lavoro e inasprisce le sanzioni nei confronti dei datori di lavoro che non rispettano la normativa vigente.

Dopo una prima fase svoltasi tra dicembre 2025 e gennaio 2026 con la partecipazione di 34 organizzazioni (12 sindacati e 22 associazioni datoriali), questo secondo ciclo entra nel merito dei contenuti. La finalità principale è raccogliere valutazioni dettagliate, sia tecniche sia politiche, da parte delle parti sociali per perfezionare il testo legislativo. Questo percorso di dialogo sociale è cruciale. In base alla normativa dell’Unione Europea, le parti sociali avranno infatti tempo fino a settembre 2028 per stabilire se avviare un negoziato diretto e giungere a un accordo condiviso, da recepire successivamente nella legislazione europea.

L’iniziativa non è vista solo come una tutela per i dipendenti, ma anche come un vantaggio per le aziende; infatti, i posti di lavoro di alta qualità favoriscono a una maggiore produttività e aiutano le imprese ad attrarre e trattenere i talenti necessari per competere a livello globale.

Con il lancio di questa seconda fase, la Quality Jobs Roadmap (la tabella di marcia verso il lavoro di qualità pubblicata nel dicembre 2025) compie un passo decisivo verso la sua trasformazione in legge, promettendo un futuro lavorativo più equo e moderno per milioni di cittadini europei.

Come dichiarato da Roxana Mînzatu, Vicepresidente esecutiva della Commissione europea per i Diritti sociali e le competenze, i posti di lavoro di qualità e la preparazione: “L’Europa ha costruito il modello sociale più solido del mondo. Per mantenerlo anche in futuro dobbiamo agire oggi. L’atto legislativo sui posti di lavoro di qualità mira a garantire che l’Europa rimanga il luogo migliore in cui lavorare e vivere, facendo sì che innovazione ed equità procedano di pari passo. La consultazione delle parti sociali è un passo fondamentale nella messa a punto di politiche atte a proteggere i lavoratori, sostenere le imprese e mantenere la competitività della nostra economia a fronte di un mondo che cambia”.

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