One Sea, One Pact, One Future: verso un nuovo Patto per il Mediterraneo

A trent’anni dalla Dichiarazione di Barcellona, il Consiglio dell’UE approva le conclusioni sul Patto per il Mediterraneo, varando una strategia rinnovata che punta su stabilità, crescita, sicurezza, cooperazione economica e gestione condivisa delle sfide regionali

Il Consiglio dell’UE rilancia con decisione il rapporto con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo approvando, il 20 novembre, le conclusioni sul nuovo Pact for the Mediterranean, presentato dalla Commissaria Dubravka Šuica. Un passaggio politico rilevante a trent’anni dalla Dichiarazione di Barcellona che avviò il Partenariato Euro-Mediterraneo con l’obiettivo di favorire pace, stabilità, cooperazione economica e dialogo culturale: il nuovo Patto riprende quella visione e la aggiorna alle sfide attuali.

In un quadro segnato da instabilità regionale, pressioni migratorie e cambiamenti climatici, l’UE individua nel Mediterraneo una priorità strategica e propone un approccio più coordinato e orientato ai risultati.

Il Patto, presentato dalla Commissione e dall’Alto Rappresentante nell’ottobre 2025, mira a creare uno Spazio Mediterraneo Comune, basato su cooperazione politica, sviluppo sostenibile e sicurezza condivisa.

Il Consiglio sottolinea la necessità di rafforzare i legami tra società e istituzioni delle due sponde, promuovendo innovazione, scambi culturali, mobilità e occupazione giovanile. Sul versante economico, il Patto punta a valorizzare un potenziale ancora poco sfruttato attraverso investimenti sostenibili, diversificazione delle economie, sviluppo di nuove catene del valore, cooperazione energetica – con particolare attenzione alle rinnovabili – ed economia blu, oltre a migliori collegamenti infrastrutturali per aumentare crescita e resilienza.

La dimensione della sicurezza occupa un ruolo centrale. L’UE intende rafforzare il dialogo su pace, prevenzione dei conflitti, difesa, lotta alla criminalità organizzata e sicurezza marittima. In materia di migrazione, il Consiglio propone un approccio congiunto e basato sui diritti che comprenda prevenzione dell’irregolarità, contrasto ai trafficanti, protezione dei migranti vulnerabili, ritorni efficaci e percorsi legali sicuri, sottolineando che si tratta di una responsabilità condivisa.

Il Patto affronta anche le priorità ambientali. Il Mediterraneo è tra le regioni più colpite da siccità, ondate di calore e degrado ambientale. L’UE richiama la necessità di interventi urgenti, anche tramite l’attuazione della Convenzione di Barcellona, e ribadisce il ruolo centrale dell’istruzione, della cultura e delle dinamiche demografiche per la coesione sociale.

Per garantire l’effettiva attuazione del Patto, è prevista una governance chiara, un monitoraggio annuale e un Action Plan operativo. Sul piano dei finanziamenti, l’UE combinerà strumenti esistenti, investimenti privati e il contributo delle istituzioni finanziarie, secondo la logica del Team Europe e della strategia Global Gateway. Giovani, parti sociali e società civile saranno coinvolti come attori essenziali del processo.

La Union for the Mediterranean è riconosciuta come partner chiave per la cooperazione multilaterale.

Il messaggio politico è chiaro. One Sea, One Pact, One Future non è solo uno slogan, ma l’ambizione di costruire un Mediterraneo più integrato e resiliente, inaugurando una nuova fase nelle relazioni euro-mediterranee e aprendo spazi per una cooperazione più ampia e vantaggiosa per entrambe le sponde.

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