«Parlare oggi di ambiente e agroalimentare significa parlare del cuore stesso del nostro patrimonio nazionale: significa parlare di salute pubblica, di competitività delle imprese e, soprattutto, di fiducia. Fiducia dei cittadini nelle istituzioni, dei consumatori nei prodotti che acquistano, degli operatori economici nelle regole del mercato. Il nostro Paese possiede un patrimonio ambientale e agroalimentare unico al mondo, ma proprio per questo è esposto a fenomeni di illegalità sempre più sofisticati. Per affrontarli servono competenze diverse, capacità di lettura integrata dei rischi e una collaborazione stabile tra istituzioni, forze dell’ordine, professionisti e comunità scientifica, nell’interesse delle future generazioni».
Sono le parole del Presidente di Confprofessioni, Marco Natali, in apertura del convegno “Ambiente, agroalimentare e legalità: strategie integrate per la tutela del territorio e della salute pubblica”, che si è svolto oggi a Roma. L’evento si inserisce nel ciclo di appuntamenti promosso da Confprofessioni e dedicato all’impegno dei liberi professionisti nella promozione della legalità.
L’iniziativa, moderata dalla ricercatrice del Centro Studi di Confprofessioni, Laura Ciccozzi, ha riunito esperti, professionisti e rappresentanti delle forze dell’ordine per discutere il ruolo della prevenzione, del controllo e delle competenze tecniche nella difesa del territorio e delle filiere agroalimentari.
Dopo l’apertura del Presidente Natali, si sono susseguiti gli interventi del Generale Fabrizio Parrulli, che ha illustrato le attività del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, e del Colonnello Antonio Caputo, che ha presentato le principali azioni del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza nella prevenzione e contrasto alla contraffazione, evidenziando come l’educazione alla legalità, soprattutto tra i più giovani, rappresenti un presidio fondamentale da rafforzare anche grazie al contributo qualificato dei professionisti».
Un confronto interdisciplinare per nuove strategie di tutela
La tavola rotonda ha offerto un ampio spazio di dialogo tra professionisti e rappresentanti delle forze dell’ordine, mettendo in luce la necessità di un approccio integrato alle sfide ambientali e agroalimentari.
Il Presidente della FIDAF, Andrea Sonnino, ha evidenziato l’importanza della collaborazione interdisciplinare tra professioni diverse, sottolineando come la creazione di reti interprofessionali, la condivisione dei dati e la valutazione integrata dei rischi siano strumenti decisivi per affrontare temi complessi come biodiversità, produzione alimentare e pianificazione territoriale. «Confprofessioni ha sviluppato l’approccio One Health, che riconosce l’interconnessione tra sicurezza alimentare, tutela ambientale, salute umana e animale e protezione del territorio: solo una visione integrata, multidisciplinare e sistemica, fondata su solide reti interprofessionali, può affrontare in modo efficace queste sfide complesse», ha affermato Sonnino.
Andrea Tomasi, Vicepresidente ALA Assoarchitetti, ha approfondito il ruolo dei professionisti nello sviluppo sostenibile dei territori, invitando a superare una logica meramente difensiva per abbracciare un approccio propulsivo, capace di coniugare tutela ambientale, salute pubblica e crescita economica. «Tutti dobbiamo sentirci parte attiva nella progettazione dell’ambiente e del futuro», ha dichiarato Tomasi. «Oggi non basta più limitarsi a mitigare l’impatto dell’uomo sulla natura: serve una mentalità propulsiva, capace di assecondare l’ambiente e di costruire con esso un equilibrio nuovo. È nei comportamenti quotidiani, nelle scelte che compiamo ogni giorno, che si radica e si mantiene la legalità».
Legalità, ESG e imprese: il ruolo strategico dei professionisti
Ampio spazio è stato dedicato al tema della compliance nelle imprese agroalimentari. Il Dott. Giuliano Lazzarini, coordinatore ANMVI Nord Est, e il Col. Caputo hanno analizzato le forme di supporto che i professionisti offrono alle aziende in un contesto normativo sempre più articolato, segnato dall’evoluzione dei criteri ESG e dall’aumento dei reati presupposto della responsabilità degli enti.
Il Colonnello Caputo ha inoltre illustrato le attività della Guardia di Finanza in materia di prevenzione e controllo, evidenziando l’importanza della collaborazione con i professionisti per individuare tempestivamente anomalie e condotte a rischio.
Norme complesse, reati ambientali e agroalimentari: criticità e soluzioni
Il confronto tra il Col. Pasquale Starace, Comandante Gruppo di Napoli dei Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica; il Col. Amedeo De Franceschi, Capo Ufficio del Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare; il Dott. Guglielmo Emanuele, Presidente SINGEOP; e il Dott. Sonnino ha messo in luce le difficoltà operative legate a un apparato normativo complesso e spesso frammentato. I relatori hanno evidenziato la necessità di maggiore sistematicità legislativa e di strumenti più efficaci per la prevenzione e la repressione dei reati ambientali e agroalimentari.
Collaborazione tra professionisti e forze dell’ordine: modelli virtuosi e prospettive future
Nelle sessioni finali, il Dott. Emanuele, il Col. Starace, il Dott. Sonnino e il Col. De Franceschi hanno discusso le opportunità offerte dalla cooperazione tra tutti gli attori della filiera ambientale e agroalimentare. Sono stati presentati esempi di collaborazione virtuosa tra l’Arma dei Carabinieri e gli ordini professionali, con particolare attenzione ai segnali di anomalia che possono essere intercettati grazie al contributo tecnico dei professionisti.
Natali: Rafforzare le reti per una legalità che genera sviluppo
«In un contesto segnato da trasformazioni rapide, dall’evoluzione delle normative e dall’emergere di nuovi rischi, diventa indispensabile rafforzare le reti tra professionisti e istituzioni, investire nelle competenze e sviluppare modelli di cooperazione sempre più efficaci», ha aggiunto Natali. «La legalità non può essere considerata soltanto un sistema di controlli o sanzioni: deve diventare un valore condiviso e un fattore di sviluppo. Chi investe nella sostenibilità, nella trasparenza e nella conformità alle regole costruisce un vantaggio competitivo e contribuisce alla crescita del territorio. Mi auguro che il confronto di oggi possa generare nuove opportunità di collaborazione e strumenti concreti per tutelare il nostro ambiente, le nostre produzioni e la salute dei cittadini», ha concluso.

