Conclusione EURegionsWeek 2025 – Le città e le regioni disegnano l’Europa che viene

Parità, diritto alla casa e transizione verde: l’Unione riparte dai territori per costruire coesione e resilienza

La 23ª edizione della EU Week of Regions and Cities si è confermata il principale laboratorio europeo sul futuro delle città e delle regioni.
Svoltasi a Bruxelles dal 13 al 15 ottobre 2025, la settimana ha riunito rappresentanti istituzionali, autorità locali, ricercatori e professionisti da tutta Europa per discutere le sfide e le opportunità delle politiche territoriali.
Organizzata dalla Commissione Europea e dal Comitato delle Regioni, l’edizione di quest’anno, intitolata “Shaping Tomorrow, Together”, ha messo al centro l’obiettivo di costruire un’Europa più coesa, sostenibile e vicina ai cittadini, capace di rispondere alle trasformazioni economiche, sociali e ambientali.
Nel corso di tre giorni, conferenze e seminari hanno affrontato temi chiave come inclusione di genere, diritto alla casa, transizione verde e sviluppo locale, ribadendo che l’Europa del futuro nasce dal lavoro dei territori, dove innovazione e partecipazione diventano strumenti concreti di cambiamento.

 

Città inclusive e società femminista

Uno dei dibattiti più partecipati ha riguardato la parità di genere nella pianificazione urbana e nelle politiche locali.
L’eurodeputata Lina Gálvez ha ricordato che la prospettiva di genere deve guidare ogni livello decisionale, dalla mobilità alla sicurezza urbana, fino all’accesso agli spazi pubblici e culturali.
Le donne, più spesso utenti del trasporto pubblico e responsabili del lavoro di cura, restano penalizzate da infrastrutture pensate su modelli maschili.
Una pianificazione urbana sensibile al genere è stata indicata come chiave per garantire spazi sicuri, accessibili e sostenibili, migliorando la qualità della vita per tutti.

Gli interventi di Michaela Kauer, responsabile dell’ufficio di Bruxelles della Città di Vienna, e di Tom Jungen, sindaco di Roeser in Lussemburgo e membro del  PSE (Partito dei Socialisti Europei), hanno posto l’accento sulla visibilità femminile nello spazio pubblico: solo tra l’11% e il 20% delle strade europee porta nomi di donne, segno di una disuguaglianza simbolica ancora radicata.
Esperienze locali, come il progetto di “città femminista” lanciato in Lussemburgo nel 2023, mostrano come una governance urbana inclusiva possa rafforzare la democrazia e la coesione sociale.

Carina Ohlsson, consigliera comunale di Lidköping in Svezia, ha sottolineato l’importanza della partecipazione, ricordando che ciò che è buono per le donne è buono anche per gli uomini. Ha portato esempi concreti, come la sicurezza stradale e l’educazione di genere nelle scuole, per mostrare che l’uguaglianza riguarda l’intera società, non solo le donne. In qualità di relatrice al Comitato europeo delle Regioni sul parere relativo alla nuova strategia europea per la parità di genere e all’integrazione della dimensione di genere nel bilancio UE 2028–2034, ha ribadito che le politiche locali sono il punto di partenza per rendere effettivi i diritti delle donne in tutta Europa.

 

La crisi della casa e le nuove politiche europee

Un secondo asse tematico ha riguardato la crisi abitativa in Europa, con dati allarmanti: circa il 79% della popolazione vive in territori dove acquistare un appartamento di 75 m² richiede oltre 30 anni di reddito medio.
Il progetto HOUSE4ALL, coordinato dalla Technical University of Vienna con Housing Europe e altri partner accademici, ha mostrato come la scarsità di alloggi accessibili stia aggravando le disuguaglianze territoriali.

Alice Pittini, direttrice della ricerca presso Housing Europe, ha illustrato la necessità di adottare a livello UE una definizione armonizzata di “housing sociale”, per rendere comparabili le politiche nazionali e promuovere un linguaggio comune tra Stati membri.
Il rapporto presentato ha inoltre evidenziato che nei Paesi con una forte tradizione di edilizia pubblica o cooperativa i prezzi degli affitti tendono a restare più stabili e accessibili, contribuendo a ridurre le disuguaglianze abitative.

La Banca europea per gli investimenti (BEI), rappresentata da Andrea Colantonio, specialista senior in sviluppo urbano, in collaborazione con la Commissione europea, ha annunciato un piano di investimenti fino a 13 miliardi di euro l’anno per costruire e riqualificare alloggi sostenibili nell’ambito dell’Action Plan per l’Edilizia Accessibile e Sostenibile (2025).
L’iniziativa mira a rendere la casa un diritto reale, non solo un bene di mercato, e a ridurre il divario tra redditi e costi abitativi in tutta l’Unione Europea.

 

Energia pulita e sviluppo regionale

Un altro fronte decisivo è quello della transizione energetica.
Durante il side event organizzato dalla CPMR (Conference of Peripheral Maritime Regions), regioni del Nord e del Sud Europa — tra cui Toscana, Lazio, Puglia, Västra Götaland e Østfold — hanno condiviso esperienze sulle strategie territoriali per elettricità rinnovabile, idrogeno e infrastrutture Power-to-X.

Lisa Lovold, funzionaria della DG Energy della Commissione europea, ha presentato la nuova Clean Industrial Strategy, che punta a ridurre del 90% le emissioni entro il 2040 e a sviluppare reti energetiche integrate.
Il Grids Package, atteso entro la fine dell’anno, semplificherà le autorizzazioni e accelererà i progetti di rete per sostenere la decarbonizzazione industriale.

La Regione Toscana, rappresentata da Silvia Burzagli, ha illustrato il piano regionale sull’idrogeno, finanziato con 17,5 milioni di euro per la costruzione di un impianto di idrogeno verde e la creazione di un hub logistico-portuale a Livorno.
Nel Lazio, i progetti sostenuti dal PNRR puntano sul cold ironing nei porti e sulla mobilità a idrogeno per autobus e camion, con un impatto diretto sulla riduzione delle emissioni nel trasporto pesante.

Il messaggio emerso è chiaro: la transizione ecologica deve essere anche territoriale, costruita su reti di cooperazione tra regioni, imprese e istituzioni locali.

 

La EURegionsWeek 2025 ha mostrato che le sfide europee, sociali, abitative e ambientali, trovano risposte efficaci solo a livello locale.

Dalla casa accessibile alla transizione verde, fino alla pianificazione urbana inclusiva, l’Europa si costruisce nei territori, dove le politiche diventano soluzioni concrete.

È emersa una consapevolezza condivisa: le politiche territoriali non possono essere un “vestito taglia unica”. Serve un approccio place-based, capace di adattarsi alle diverse realtà regionali e di valorizzare le risorse locali. Le disuguaglianze territoriali restano una sfida aperta e impongono strumenti di coesione più flessibili, orientati a sviluppo, sostenibilità e opportunità. Il concetto di “diritto a restare” ha assunto un ruolo centrale: non solo libertà di muoversi, ma possibilità di vivere e lavorare dignitosamente nel proprio territorio.
Le città restano motori di innovazione e transizione verde, ma devono affrontare contemporaneamente pressioni sociali, climatiche e infrastrutturali.

Per il Desk Europeo di Confprofessioni, questi temi si collegano direttamente al futuro delle professioni e delle comunità locali.
Progettazione urbana inclusiva, edilizia sostenibile e governance partecipativa rappresentano ambiti in cui competenze professionali, tecniche e sociali convergono, rafforzando il ruolo dei territori come protagonisti della trasformazione europea.

 

Per approfondire i temi trattati e rivedere le conferenze della EURegionsWeek, è possibile accedere alle registrazioni streaming sul sito ufficiale dell’evento