Finanziare l’innovazione nel prossimo bilancio dell’Unione europea

L’evento GIURI Open a Bruxelles ha riunito istituzioni e stakeholder per discutere il ruolo dei nuovi strumenti europei di finanziamento dell’innovazione nel futuro Quadro finanziario pluriennale

Il 9 dicembre 2025 si è svolto a Bruxelles, presso la sede di Cassa Depositi e Prestiti, l’evento “GIURI Open – Financing Innovation in the Next EU Budget”, organizzato dal Gruppo Informale degli Uffici di Rappresentanza Italiani in Ricerca e Innovazione. L’incontro ha offerto un’occasione di confronto sul ruolo dei nuovi strumenti finanziari europei nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale e sulle sfide che l’Unione europea deve affrontare per trasformare la propria eccellenza scientifica in leadership industriale e di mercato.

L’Europa è leader mondiale nella ricerca e nell’innovazione di frontiera, ma fatica a trattenere e far crescere le imprese innovative nelle fasi più avanzate. Il problema non è la mancanza di idee o di ricercatori, bensì la difficoltà di accompagnare le tecnologie eccellenti fino alla piena maturità industriale. Quando le imprese raggiungono dimensioni appetibili per il mercato globale, spesso si spostano verso ecosistemi extraeuropei, dove l’accesso al capitale è più semplice e rapido.

In questo contesto è stato ribadito il ruolo centrale dell’European Innovation Council, descritto non solo come uno strumento di finanziamento, ma come un attore strategico capace di selezionare le innovazioni più promettenti e accompagnarle nella crescita oltre il semplice grant. La sua funzione selettiva è stata ritenuta necessaria per concentrare risorse limitate su progetti realmente dirompenti e per attrarre investimenti privati credibili.

La Commissione europea intende orientare sempre più verso competitività, impatto e crescita il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034. Horizon Europe resta il pilastro centrale della politica europea per la ricerca e l’innovazione, ma viene ripensato in modo più integrato con gli obiettivi industriali e strategici dell’Unione per garantire continuità nel sostegno alla ricerca, introducendo allo stesso tempo strumenti più efficaci per accompagnare le imprese verso il mercato.

Un tema chiave emerso con forza è stato quello dello scale-up, la fase in cui un’impresa innovativa dopo aver sviluppato una tecnologia e trovato un mercato deve crescere rapidamente e su larga scala. Proprio in questa fase in Europa si incontrano le maggiori difficoltà, per la carenza di capitali sufficienti e di un ecosistema in grado di sostenere la crescita delle imprese più promettenti. È dunque necessario costruire un vero ecosistema europeo capace di mettere in rete imprese, università, centri di ricerca, investitori e istituzioni pubbliche attraverso la Scaleup Strategy, che entrerà in vigore dal 2026, e in particolare lo Scaleup Europe Fund, pensato per mobilitare capitali privati e sostenere grandi investimenti nelle fasi più avanzate di crescita.

Nel corso dell’evento è stato affrontato anche il caso italiano. L’Italia si conferma tra i Paesi più attivi e performanti all’interno di Horizon Europe in termini di partecipazione alla ricerca, ma incontra maggiori difficoltà nelle fasi di scale-up delle imprese innovative. Cassa Depositi e Prestiti e gli intermediari finanziari svolgono un ruolo cruciale nel fungere da catalizzatori, condividendo il rischio con il settore privato.

Nel complesso, sostenere l’innovazione significa sostenere il futuro industriale, economico e strategico dell’Unione europea, grazie a una visione condivisa, strumenti finanziari adeguati e una stretta collaborazione tra pubblico e privato perché politica industriale, decarbonizzazione, coesione territoriale e mercato unico devono essere pensati come parti di un unico sistema che  richiede un forte intervento pubblico per diventare sostenibile.

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