Il CESE approva due atti strategici su diritti delle donne e ricerca

Nell’ultima sessione plenaria, il Comitato economico e sociale europeo ha definito le priorità dell’UE su uguaglianza di genere e innovazione, ribadendo che ambizioni politiche e investimenti richiedono regole chiare e meccanismi solidi per produrre risultati reali

Durante l’ultima sessione plenaria, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha approvato due atti strategici per il futuro dell’Unione: una risoluzione sulla tutela dei diritti delle donne, che orienta la posizione politica dell’UE in ambito internazionale, e un parere sulla politica per la ricerca e l’innovazione che incide sulla definizione di una politica europea concreta e finanziata.

Entrambi i temi sottolineano le ambizioni dell’UE e convergono su un focus   centrale, ovvero senza strumenti concreti ed efficaci, regole chiare e governance solida, né i diritti fondamentali né l’innovazione possono tradursi in risultati reali.

Una risoluzione sui diritti delle donne

Accesso alla giustizia come priorità politica

Con una risoluzione adottata in vista della 70ª Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione delle donne (UN CSW70), il CESE ha definito le priorità che l’Unione europea dovrebbe portare nel dibattito internazionale. Al centro del documento vi è l’accesso effettivo alla giustizia, considerato una condizione indispensabile per la piena tutela dei diritti delle donne e delle ragazze.

Il Comitato sottolinea che, senza la possibilità concreta di far valere i propri diritti, l’uguaglianza di genere resta solo formale. Per questo chiede di rimuovere le barriere legali, economiche, sociali e digitali che ostacolano l’accesso alla giustizia, di eliminare le leggi discriminatorie e di garantire assistenza legale accessibile e di qualità.

La risoluzione ribadisce inoltre la necessità di contrastare con decisione la violenza di genere, sia online che offline, di rafforzare sistemi giudiziari sensibili al genere – anche attraverso una maggiore presenza femminile nelle carriere giudiziarie e una formazione mirata contro i pregiudizi – e di promuovere la partecipazione delle donne alla vita pubblica e decisionale. Particolare attenzione è dedicata alla protezione della società civile e all’adozione di approcci intersezionali, capaci di cogliere le diverse forme di discriminazione.

Un parere su Horizon Europe

Più risorse, ma con regole chiare

Nel parere sulla proposta della Commissione europea relativa al futuro programma Horizon Europe per il periodo 2028–2034 il CESE accoglie positivamente l’aumento del bilancio a 175 miliardi di euro, rispetto ai 95 miliardi del ciclo precedente, riconoscendolo come un forte segnale politico a favore della competitività e dell’autonomia strategica dell’Unione. Allo stesso tempo mette in guardia da una visione puramente quantitativa. L’aumento delle risorse, secondo il Comitato, deve essere accompagnato da una governance solida e da un monitoraggio rafforzato, per evitare sotto-utilizzo dei fondi, ritardi nell’attuazione e squilibri tra Stati membri. In aggiunta, viene segnalata la necessità di una maggiore trasparenza nella struttura del bilancio e di un migliore equilibrio tra le diverse priorità del programma.

Si chiede anche di ampliare i criteri di valutazione dei progetti, andando oltre la sola eccellenza scientifica per includere l’impatto industriale, la rilevanza commerciale e il contributo all’autonomia strategica europea e si ribadisce l’importanza di preservare l’indipendenza della ricerca di frontiera, difendendo un approccio bottom-up e l’autonomia del Consiglio europeo della ricerca (ERC).

Ancora una volta il CESE riafferma il proprio ruolo di organismo chiave nel collegare valori democratici, politiche economiche e sviluppo sostenibile all’interno del progetto europeo.