Il Comitato delle Regioni difende la dimensione territoriale del bilancio UE

La commissione COTER del Comitato europeo delle regioni approva 4 progetti di pareri sul bilancio 2028–2034 per evitare la creazione di un fondo unico e chiedere un ruolo vincolante per regioni e città nella gestione dei piani nazionali

Il 5 febbraio la commissione COTER del Comitato europeo delle regioni ha adottato un pacchetto di quattro progetti di parere per incidere sulla riforma del bilancio europeo 2028–2034. Il pacchetto punta a modernizzare la politica di coesione senza indebolirne la dimensione territoriale. La riforma non deve trasformarsi in una centralizzazione dei fondi nelle mani dei governi nazionali. Si chiede un coinvolgimento vincolante di regioni e città nella programmazione e, nei casi più critici, la possibilità che la Commissione europea respinga i piani che non rispettano il principio di sussidiarietà. In questo contesto si inserisce la proposta di una “clausola di sussidiarietà”, che consentirebbe alle regioni di segnalare e bloccare piani eccessivamente nazionalizzati.

  1. Regolamento del Fondo NRPP, lo strumento che nel periodo 2028–2034 dovrebbe concentrare gran parte dei finanziamenti europei in un unico quadro di pianificazione nazionale e regionale. Si tratta della norma che definirà chi prepara i piani di investimento, chi gestisce le risorse e a quali condizioni vengono approvati. La Commissione ribadisce che la coesione economica, sociale e territoriale deve restare un obiettivo centrale, che tutte le regioni devono continuare ad essere ammissibili ai fondi e che il coinvolgimento delle autorità territoriali deve essere obbligatorio e strutturato, evitando che il sistema si trasformi in una gestione accentrata assimilabile a una “pentola unica” di risorse.
  2. Futuro del Fondo europeo di sviluppo regionale e del Fondo di coesione, strumenti fondamentali per ridurre le disuguaglianze tra regioni attraverso il sostegno di imprese e infrastrutture, ambiente e trasporti nei Paesi con reddito più basso. La Commissione COTER propone che questi fondi restino distinti, con risorse adeguate, e che continuino a coprire tutte le regioni, comprese quelle rurali e interne, così da preservare investimenti strutturali di lungo periodo.
  3. Regolamento del Quadro di Performance, ossia il sistema che misurerà risultati e impatto dei programmi finanziati dall’UE. La proposta di parere sottolinea la necessità di garantire un uso trasparente delle risorse, semplificando gli indicatori e assicurando che nessuna spesa aumenti i divari territoriali ed evidenzia l’esigenza di assistenza tecnica e formazione per le amministrazioni chiamate ad applicare il nuovo sistema basato su traguardi e obiettivi, al fine di evitare un eccesso di burocrazia.
  4. Meccanismo per collegare l’Europa, il programma che finanzia le grandi infrastrutture europee nei settori dei trasporti, dell’energia, del digitale e della mobilità militare. La Commissione chiede la prosecuzione del programma e l’aumento delle risorse, precisando che gli investimenti nella mobilità militare a duplice uso devono anche promuovere le infrastrutture civili, producendo benefici concreti in termini di connettività e resilienza regionale e restando complementari alla politica di coesione. Viene inoltre richiesto un coinvolgimento strutturato delle autorità territoriali nella governance dei progetti.

Nel complesso, i quattro progetti di parere presentano una linea coerente, ossia modernizzare la politica di coesione preservandone il carattere territoriale, garantendo risorse certe e assicurando una vera governance multilivello. L’obiettivo è impedire che il nuovo bilancio UE aumenti le disuguaglianze e garantire che continui a ridurle.

Maggiori informazioni