La 114ª Conferenza Internazionale del Lavoro (ILC) si è aperta il 2 giugno 2026 con un messaggio chiaro, secondo cui il futuro del lavoro non può essere lasciato nelle mani della sola tecnologia. Nel suo discorso inaugurale, il Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), Gilbert F. Houngbo, ha invitato governi, imprese e lavoratori ad adottare un approccio centrato sulla persona nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, affinché l’innovazione tecnologica contribuisca alla giustizia sociale e al lavoro dignitoso anziché alimentare nuove forme di disuguaglianza.
Secondo Houngbo, il futuro del lavoro sarà determinato non soltanto dai progressi tecnologici, ma soprattutto dalle politiche pubbliche, dalle istituzioni e dal dialogo sociale che ne guideranno l’applicazione. Nel rapporto presentato alla Conferenza, intitolato “A Moment of Choice: Harnessing Artificial Intelligence for Decent Work”, il Direttore Generale individua quattro priorità strategiche: tutela dei diritti, occupazione e sviluppo delle competenze, protezione sociale e rafforzamento del dialogo sociale.
L’obiettivo è garantire che i benefici economici e gli aumenti di produttività generati dall’intelligenza artificiale siano distribuiti in modo equo. Per l’ILO, ciò significa salari migliori, tutele più efficaci per i lavoratori e una crescita più inclusiva. In questo contesto, la contrattazione collettiva e i sistemi di governance dell’IA fondati su trasparenza, responsabilità e supervisione umana assumono un ruolo centrale per evitare che la trasformazione digitale accentui le disparità economiche e sociali.
L’appello dell’Organizzazione mondiale del lavoro arriva in una fase caratterizzata da forte instabilità internazionale. La fragilità dell’economia mondiale e le tensioni geopolitiche, in particolare in Medio Oriente, stanno già producendo effetti concreti sul mercato del lavoro. Tra le categorie più esposte figurano i marittimi che operano nello Stretto di Hormuz, i lavoratori migranti nei Paesi del Golfo e numerosi lavoratori agricoli e imprese attive in Libano e Iran. Le prospettive economiche destano particolare preoccupazione. Secondo le stime dell’ILO, uno scenario di shock petrolifero prolungato potrebbe comportare la perdita dell’equivalente di 14 milioni di posti di lavoro a tempo pieno nel 2026 e di 38 milioni nel 2027. Le perdite di reddito da lavoro potrebbero inoltre raggiungere i 3.000 miliardi di dollari entro il 2027, con conseguenze particolarmente gravi per gli Stati arabi e significative ricadute anche nell’area Asia-Pacifico.
In questo contesto, la Conferenza Internazionale del Lavoro, che riunisce rappresentanti di governi, datori di lavoro e lavoratori dei 187 Stati membri dell’ILO, è chiamata a definire risposte concrete alle sfide poste dalla trasformazione del mondo del lavoro. Uno dei principali dossier riguarda l’economia delle piattaforme digitali. La Commissione normativa avvierà infatti la seconda discussione finalizzata all’adozione dei primi standard internazionali dedicati al lavoro dignitoso sulle piattaforme digitali, attraverso una Convenzione e una Raccomandazione che disciplineranno sia le tutele dei lavoratori sia l’utilizzo dei sistemi automatizzati.
Parallelamente, altre commissioni affronteranno temi centrali per il futuro del lavoro. Una discussione generale sarà dedicata alla parità di genere, con l’obiettivo di individuare le misure necessarie per superare gli ostacoli strutturali che limitano ancora le opportunità delle donne. Un’ulteriore commissione si concentrerà invece sul dialogo sociale e sul tripartitismo, valutando come una cooperazione più efficace tra governi, imprese e lavoratori possa contribuire a gestire la trasformazione digitale, i cambiamenti demografici e l’aumento delle disuguaglianze.
Nel corso della giornata inaugurale, la Conferenza ha eletto Juan Castillo, Ministro del Lavoro e della Sicurezza Sociale dell’Uruguay, alla Presidenza della 114ª sessione. Sono stati nominati Vicepresidenti Nahida Sobhan per il gruppo dei Governi, Kristen Kaufman per i Datori di Lavoro e Gerardo Martínez per i Lavoratori.
I lavori proseguiranno a Ginevra fino al 12 giugno e rappresenteranno un passaggio cruciale per definire come la comunità internazionale intende governare le grandi trasformazioni tecnologiche, economiche e sociali in corso. Come ha sottolineato il Direttore Generale Houngbo: “Le scelte che facciamo oggi determineranno se l’intelligenza artificiale amplierà le opportunità e diffonderà la prosperità oppure accentuerà le disuguaglianze e l’insicurezza”.

