Mattei Plan for Africa and Global Gateway

“We must not talk to Africa, but with Africa”, ha affermato Roberta Metsola, segnando la svolta verso una cooperazione tra pari che supera definitivamente ogni approccio paternalistico

La conferenza “Mattei Plan for Africa and Global Gateway”, ospitata il 12 novembre 2025 al Parlamento europeo su iniziativa dell’eurodeputato Carlo Fidanza (capo delegazione Fratelli d’Italia–ECR), ha fissato una linea politica netta: l’Africa non è più destinataria di aiuti, ma un partner strategico. Roberta Metsola ha aperto i lavori spiegando che il vecchio approccio assistenziale è superato: servono cooperazione reale, dignità e sviluppo condiviso.

Il Piano Mattei, presentato da Giorgia Meloni e ormai integrato nel Global Gateway, è già operativo. Coinvolge quattordici Paesi africani con oltre 1 miliardo di fondi italiani e 1,2 miliardi europei destinati a progetti concreti come il Corridoio di Lobito, nuove filiere agricole, l’estensione del corridoio marittimo India–Europa verso l’Africa orientale e un centro a Roma per startup africane nel campo dell’intelligenza artificiale. La direzione è chiara: l’Africa è un pilastro della politica estera ed energetica europea.

Il primo panel ha riunito i principali attori dello sviluppo internazionale. La Cassa Depositi e Prestiti (CDP) ha annunciato l’apertura di sedi in Kenya e Costa d’Avorio per seguire meglio i progetti sul campo. La Banca Mondiale ha ribadito l’urgenza dell’accesso all’elettricità in molti Paesi africani, condizione essenziale per la crescita e priorità del Piano Mattei. La Banca Africana di Sviluppo (AfDB) ha illustrato i progetti condivisi con Italia, UE e USA, in particolare il rilancio del Corridoio di Lobito. La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha richiamato l’importanza di coordinare i 25 miliardi già investiti in Africa in energia sostenibile, innovazione e imprese locali. L’ONG italiana AVSI, attiva nella cooperazione educativa, ha raccontato l’esperienza in Costa d’Avorio, dove sostiene scuole e insegnanti per uno sviluppo che parta dalle persone.

Il secondo panel ha mostrato la macchina operativa del Piano Mattei. Sul fronte agricolo, il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) ha presentato investimenti chiave: 250 milioni di euro in Senegal per rafforzare la produzione alimentare; in Costa d’Avorio, l’espansione da 2.000 a 10.000 ettari di riso con nuove strade e infrastrutture; in Algeria, la riqualificazione di 36.000 ettari che ha creato 6.000 posti di lavoro locali. Sul fronte energetico, ENI ha ricordato che oltre metà dei suoi investimenti globali è destinata all’Africa, tra gas, rinnovabili e biocarburanti, generando valore sul territorio. ENEL ha invece illustrato i propri investimenti nella formazione: in Marocco e in Kenya ha già qualificato 500 tecnici, in gran parte donne, per la gestione di impianti solari ed eolici. Senza un adeguato sviluppo delle competenze, l’Africa rischia di trasformarsi in un semplice hub estrattivo per le energie rinnovabili.

Le infrastrutture sono state affrontate dal Gruppo Ferrovie dello Stato (FS), impegnato nella formazione di tecnici e ingegneri in Egitto, Tunisia e Marocco e nella progettazione di nuove reti di trasporto. Sul fronte idrico, ACEA, una delle principali aziende italiane di gestione dell’acqua e dei servizi idrici, ha illustrato la propria azione in Africa: gestione avanzata delle reti, depurazione, utilizzo di robot e intelligenza artificiale per ridurre perdite e migliorare l’accesso all’acqua potabile. Dopo l’esperienza in America Latina, ACEA sta sviluppando progetti in Mozambico e sostiene partenariati pubblico-privati che puntano a mobilitare fino a 300 miliardi di euro in investimenti tra Europa e Africa per acqua, sostenibilità e occupazione. A chiudere il panel, Confindustria insieme alla LUISS sta mappando tutte le attività italiane in Africa per creare una rete coordinata che includa anche le piccole imprese nelle filiere dei grandi progetti.

Il roundtable finale degli eurodeputati ha confermato il cambio di paradigma. Piano Mattei e Global Gateway stanno riscrivendo il rapporto UE–Africa: non più aiuti calati dall’alto, ma investimenti, autonomia e crescita condivisa. Il Corridoio di Lobito è diventato il simbolo di questa nuova fase: le risorse africane generano valore africano.

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