Mînzatu e Fitto in Romania per discutere il futuro della Politica di Coesione europea

I Vicepresidenti esecutivi della Commissione europea, Roxana Mînzatu e Raffaele Fitto, guidano un confronto ad alto livello sulla revisione della Politica di Coesione e sul suo ruolo nel prossimo bilancio dell’UE, tra modernizzazione della governance, obiettivi climatici e sviluppo territoriale

Lo scorso 21 novembre, i Vicepresidenti della Commissione europea Mînzatu e Fitto sono stati a Bucarest per discutere con ministri e rappresentanti delle istituzioni europee il futuro della Politica di Coesione, con particolare attenzione alla revisione di medio termine e al ruolo dei fondi nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale. L’obiettivo è garantire che la politica continui a sostenere sviluppo economico, competitività e resilienza in tutte le regioni dell’Unione. Alla conferenza hanno partecipato il Presidente e il Primo Ministro rumeni, rappresentanti del Parlamento europeo, del Comitato delle Regioni e i ministri della coesione degli Stati membri. I due Vicepresidenti hanno inoltre tenuto incontri bilaterali con diversi ministri e con la Vicepresidente della Banca Mondiale per allineare le posizioni in vista della futura fase della politica.

La Politica di Coesione è la principale politica di investimento dell’Unione Europea, pensata per ridurre le disparità tra le regioni e promuovere uno sviluppo equilibrato sotto il profilo economico, sociale e territoriale. Per il periodo 2021-2027 è stata sottoposta a una riforma che ne aggiorna e ne modernizza struttura e funzionamento. La programmazione è ora articolata attorno a cinque obiettivi strategici: competitività e innovazione, transizione verde, mobilità e connessioni, inclusione sociale e sviluppo territoriale. Una quota significativa delle risorse deve contribuire in modo verificabile agli obiettivi climatici dell’Unione, mentre le autorità locali dispongono di un ruolo più incisivo nella gestione, così da orientare gli interventi verso le esigenze specifiche dei territori.

La riforma ha inoltre semplificato in modo sostanziale la gestione dei fondi, con regole unificate per tutti gli strumenti, controlli più snelli, maggiore uso di procedure semplificate e l’eliminazione dell’obbligo di approvazione dei grandi progetti da parte della Commissione. La programmazione risulta più flessibile grazie a una revisione intermedia che permette di adeguare le allocazioni finanziarie a nuove priorità o crisi emergenti. I diversi fondi sono stati orientati in maniera complementare: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) che privilegia competitività e transizione verde, il Fondo sociale europeo Plus (FSE+) focalizzato su inclusione sociale e qualità del lavoro, il Fondo Coesione finanzia soprattutto investimenti climatici e infrastrutturali, il Fondo per una transizione giusta sostiene la decarbonizzazione nelle regioni più esposte, mentre Interreg promuove cooperazione e governance transfrontaliera.

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