Next Stop Bruxelles

La rubrica settimanale a cura del Deskeuropeo di Confprofessioni che ti accompagna tra le attività delle istituzioni europee. Ogni lunedì, uno sguardo chiaro e puntuale sull’agenda della settimana

Settimana dal 10 al 14 novembre intensa per l’agenda europea, con i lavori concentrati su governance economica, bilancio e politiche sociali. L’Unione punta a consolidare crescita, coesione e capacità di risposta in un contesto economico globale sempre più complesso.

 

Consiglio dell’UE

Eurogruppo – 12 novembre

Martedì 12 novembre si riunirà l’Eurogruppo, che affronterà i principali temi economici e finanziari della zona euro. L’ordine del giorno prevede un’analisi degli sviluppi macroeconomici e di bilancio, con particolare attenzione alla competitività dell’eurozona nel contesto globale e al coordinamento delle politiche fiscali tra Stati membri.

In formato “Unione bancaria”, i ministri ascolteranno la ventiduesima audizione del presidente del Consiglio di vigilanza della BCE e il resoconto del Comitato di risoluzione unico, organi centrali per la stabilità del sistema bancario europeo.

Durante la sessione “inclusiva”, dedicata ai temi emergenti della finanza, verrà esaminato il futuro della finanza digitale, con aggiornamenti sul progetto dell’euro digitale e sui recenti sviluppi delle stablecoin. Le stablecoin sono criptovalute dal valore stabile, legate a una valuta reale come l’euro o il dollaro, e rappresentano uno strumento chiave per i pagamenti digitali e la finanza decentralizzata. Tuttavia, pongono sfide regolamentari e di trasparenza, motivo per cui l’UE ha introdotto il regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets), che stabilisce norme comuni per garantire sicurezza e stabilità nel settore.

 

Consiglio Economia e Finanza (ECOFIN) – 13 novembre

Giovedì 13 novembre i ministri delle Finanze dell’UE (ECOFIN) si riuniranno per affrontare alcuni temi chiave dell’agenda economica europea, tra riforme strutturali, transizione verde e sostegno all’Ucraina.

Uno dei punti centrali sarà la riforma del sistema doganale europeo, con l’abolizione della soglia di esenzione dai dazi per le merci a basso valore importate da Paesi terzi. L’obiettivo è garantire concorrenza leale e proteggere le imprese europee da frodi e dumping. La riforma prevede anche la completa digitalizzazione delle procedure, la creazione di una nuova Autorità doganale europea e di un Centro doganale digitale per migliorare i controlli su merci contraffatte e traffici illegali. Considerando che le entrate doganali rappresentano circa il 13,7% del bilancio UE, la misura è strategica per la sostenibilità finanziaria dell’Unione.

I ministri discuteranno inoltre la relazione annuale del Comitato europeo per le finanze pubbliche, che valuta il primo anno di applicazione del nuovo Patto di stabilità e crescita, riformato nel 2024. Il nuovo sistema introduce piani di bilancio a medio termine adattati a ciascuno Stato membro, ma il Comitato segnala difficoltà di attuazione, disparità di trattamento e una politica fiscale ancora troppo espansiva. Si chiede quindi più coerenza tra le regole e la definizione di un nuovo Codice di condotta, anche per disciplinare le spese militari, da completare entro il 2026.

Un altro tema chiave sarà la semplificazione normativa. I ministri procederanno a uno scambio di opinioni sulle relazioni annuali della Commissione europea dedicate a semplificazione, attuazione e applicazione delle regole dell’Unione. Le relazioni comprendono il piano per ridurre del 25% i costi amministrativi e del 35% quelli per le PMI entro il 2030, attraverso sei pacchetti “Omnibus” volti a semplificare la normativa in materia di sostenibilità, agricoltura, digitale, difesa e industria chimica.
Sul fronte ambientale, i ministri cercheranno un accordo sulla riforma della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici (ETD), per allineare la fiscalità al Green Deal europeo. La nuova struttura fiscale aumenterà le imposte su petrolio, carbone e gas, riducendole invece sulle fonti rinnovabili. Le aliquote saranno calcolate in base al contenuto energetico e all’impatto ambientale, così da eliminare esenzioni e distorsioni di mercato.

Il Consiglio approverà poi i Piani nazionali di ripresa e resilienza (PNRR) aggiornati, finanziati dal Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), parte del programma NextGenerationEU. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, il fondo finanzia anche il piano REPowerEU, volto a ridurre la dipendenza dai combustibili russi e rafforzare la sicurezza energetica dell’Unione.

Il tema del sostegno all’Ucraina rimane centrale: dal 2022, l’UE ha mobilitato 177,5 miliardi di euro tra aiuti economici, militari, umanitari e per rifugiati. I fondi derivanti dai beni russi congelati verranno destinati alla ricostruzione, con particolare attenzione alla trasparenza e alla condizionalità delle riforme. L’obiettivo politico è consolidare la resilienza, la difesa e l’integrazione europea dell’Ucraina.

Durante il Consiglio verrà anche fornito un aggiornamento sui risultati del vertice G20 di ottobre, che riunisce le principali economie mondiali (19 Paesi più UE e Unione Africana) per coordinare le politiche economiche globali.

Prima del Consiglio, si terranno due incontri paralleli: il dialogo UE–EFTA, con Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, dedicato al rafforzamento del commercio e della cooperazione nella transizione verde e digitale; e il dialogo macroeconomico a livello politico, tra presidenza del Consiglio, BCE, Commissione ed Eurogruppo, focalizzato su mercato del lavoro, capitale umano e competitività europea.

 

Consiglio ECOFIN Bilancio – 14 novembre

Venerdì 14 novembre 2025, il Consiglio ECOFIN discuterà sul bilancio annuale dell’Unione Europea per il 2026 e preparerà la riunione del comitato di conciliazione con il Parlamento europeo, che si terrà lo stesso giorno. Questo comitato, composto da 27 rappresentanti degli Stati membri e 27 eurodeputati, ha il compito di trovare un accordo comune sul bilancio entro il 17 novembre 2025. Se non verrà raggiunta un’intesa entro tale data, l’intera procedura di bilancio dovrà essere riavviata da zero.

Il bilancio UE 2026, sesto nel quadro finanziario pluriennale 2021–2027, ammonta a 186,24 miliardi di euro in impegni (fondi destinati a programmi pluriennali) e 186,49 miliardi in pagamenti (spese effettive). Il Consiglio adotta un approccio prudente e realistico, volto a garantire un equilibrio tra responsabilità finanziaria e capacità d’intervento dell’UE.

Secondo il capo negoziatore Nicolai Wammen, ministro danese delle Finanze, l’obiettivo è un bilancio “forte e flessibile” che consenta all’Europa di sostenere le proprie priorità comuni e affrontare crisi impreviste. In particolare, il Consiglio chiede che il bilancio 2026:

  • garantisca risorse adeguate ad attuare le politiche e i programmi europei;
  • mantenga capacità di risposta a crisi e sfide globali, come la guerra in Ucraina, la situazione in Medio Oriente, la difesa europea e la gestione dei flussi migratori;
  • lasci margini di flessibilità sotto i limiti del quadro finanziario pluriennale (QFP) per reagire a eventi imprevisti;
  • assicuri fondi sufficienti per onorare gli impegni già assunti.

Il bilancio per il 2026 è anche collegato alle misure di ripresa economica post-pandemia, grazie ai fondi del NextGenerationEU, che continuano a integrare le spese ordinarie con investimenti mirati alla transizione verde, digitale e alla resilienza economica.

L’accordo sulla posizione del Consiglio, approvato dagli ambasciatori presso l’UE (Coreper) e formalizzato tramite procedura scritta a settembre 2025, costituisce il mandato ufficiale della presidenza danese per i negoziati finali con il Parlamento europeo.

 

Parlamento europeo

Sessione Plenaria a Bruxelles 12-13 novembre

Questa settimana il Parlamento europeo si riunisce in sessione plenaria a Bruxelles, affiancata dai lavori delle commissioni parlamentari e dei gruppi politici. Le discussioni si concentreranno su temi chiave legati alla parità di genere, alla sostenibilità d’impresa e alle politiche sociali dell’Unione Europea.

Mercoledì 12 novembre verrà presentata la relazione d’iniziativa sulla Strategia per la parità di genere 2025, che definisce le priorità dell’UE per ridurre le disuguaglianze tra donne e uomini nei prossimi anni, con particolare attenzione alla partecipazione economica, alla rappresentanza politica e alla protezione contro la violenza di genere.

Giovedì 13 novembre il Parlamento voterà sulla relazione relativa alla proposta di direttiva che modifica gli obblighi di rendicontazione societaria di sostenibilità e di due diligence delle imprese (Pacchetto Omnibus I).

 

EMPL, Commissione per l’Occupazione e gli Affari Sociali e FEMM, Commissione per i Diritti delle Donne e l’Uguaglianza di Genere – 11 novembre

Il 10 novembre si riuniranno la Commissione per l’occupazione e gli affari sociali (EMPL) e la Commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere (FEMM) per discutere gli emendamenti alla relazione sul divario retributivo e pensionistico di genere nell’UE, con l’obiettivo di definire nuove misure per ridurre le disuguaglianze salariali e garantire equità nei sistemi previdenziali.

 

EMPL, Commissione per l’Occupazione e gli Affari Socialie EIGE, Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere – 11 novembre

L’11 novembre la Commissione EMPL terrà uno scambio di opinioni con Carlien Scheele, direttrice dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE), dedicato al tema dell’equilibrio tra vita professionale e vita privata. Il dibattito si concentrerà sull’attuazione della direttiva sull’equilibrio tra lavoro e vita familiare, che mira a migliorare le condizioni per genitori e caregiver, promuovendo una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e la condivisione equa delle responsabilità familiari.

 

Commissione Europea

Nessuna iniziativa di rilievo è prevista questa settimana da parte della Commissione europea.

 

Concludendo la settimana europea dal 10 al 14 novembre è caratterizzata da un’agenda fortemente orientata alla governance economica, alla stabilità finanziaria e al rafforzamento della dimensione sociale e di genere dell’Unione. Sul fronte economico, l’attenzione è rivolta ai lavori dell’Eurogruppo e del Consiglio ECOFIN, che affrontano temi centrali come la competitività dell’eurozona, la riforma doganale, la tassazione verde e il bilancio UE 2026. Parallelamente, il Parlamento europeo concentra la propria attività sulla parità di genere, sulla semplificazione normativa e sulla sostenibilità d’impresa, mentre le commissioni EMPL e FEMM approfondiscono le politiche per l’equilibrio vita-lavoro e la riduzione del divario retributivo.

DESK EUROPEO CONFPROFESSIONI