La settimana dal 3 al 7 novembre 2025 presenta alcuni appuntamenti istituzionali e politici significativi a livello europeo, con un focus particolare sui temi della parità di genere, della giustizia, dei diritti civili e del clima.
In questo contesto si inserisce anche la Settimana europea per la parità di genere 2025, in programma dal 3 al 9 novembre, nel corso della quale il Parlamento europeo dedica la propria agenda alla promozione dell’uguaglianza tra donne e uomini attraverso dibattiti, audizioni e iniziative tematiche.
Un’occasione per seguire da vicino l’agenda dell’Unione Europea e le sue istituzioni.
Parlamento Europeo – Settimana europea per la parità di genere 2025
Dal 3 al 9 novembre 2025, il Parlamento europeo dedica la sua agenda alla settimana europea per la parità di genere, un’iniziativa nata nel 2020 su impulso della Commissione FEMM (Diritti delle donne e uguaglianza di genere).
Si tratta di un appuntamento annuale che offre alle commissioni parlamentari e alle delegazioni l’occasione di affrontare i temi di propria competenza attraverso una prospettiva di genere, riflettendo sui progressi compiuti e sulle sfide ancora aperte.
L’edizione di quest’anno è dedicata al talento femminile e mira a mettere in luce le condizioni necessarie affinché le donne possano accedere alle stesse opportunità degli uomini, valorizzando pienamente le proprie capacità in ambito professionale, politico e sociale. Durante la settimana, sono previsti oltre trenta eventi a Bruxelles, Roma e in altre sedi europee, tra audizioni, workshop e dibattiti pubblici organizzati dalle diverse commissioni del Parlamento. Tutti gli incontri potranno essere seguiti integralmente anche online, per favorire la partecipazione del pubblico in tutta Europa.
Tra gli appuntamenti principali figura il dibattito di alto livello “Facing the talent gap: creating the conditions for every talent to shine”, guidato dalla vicepresidente Antonella Sberna insieme alla presidente della Commissione FEMM Lina Gálvez, per discutere come colmare il divario di genere nel mondo del lavoro e promuovere pari opportunità di crescita e leadership.
Un altro momento di rilievo sarà la riunione congiunta FEMM–LIBE del 6 novembre, dedicata alla prima relazione sull’attuazione della Convenzione di Istanbul, il principale trattato internazionale per la prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica. Firmata nel 2011 sotto l’egida del Consiglio d’Europa, la Convenzione impone agli Stati di adottare misure concrete contro la violenza di genere: leggi efficaci, protezione e sostegno alle vittime, sanzioni per i responsabili e politiche educative di prevenzione. Nel 2023, anche l’Unione Europea ha aderito ufficialmente al trattato, assumendosi la responsabilità di garantirne l’attuazione e di promuoverne i principi negli Stati membri.
Durante l’incontro del 6 novembre, la Commissione europea presenterà una relazione di valutazione di base sullo stato di applicazione della Convenzione nell’UE, evidenziando i risultati raggiunti, le lacune ancora presenti e le priorità future. La riunione rappresenta un momento politicamente significativo, poiché consentirà al Parlamento di valutare i progressi concreti dell’Unione nella lotta contro la violenza di genere. La scelta di unire le due commissioni riflette la natura trasversale del tema: la FEMM si occupa di diritti delle donne e uguaglianza di genere, mentre la LIBE è responsabile di giustizia, diritti fondamentali e Stato di diritto. Nel corso della seduta, la Commissione illustrerà i risultati della valutazione e risponderà alle domande dei deputati. In parallelo, la FEMM discuterà anche lo studio “Gender inequalities in medical research, drug development and access to care”, dedicato alle disuguaglianze di genere nella ricerca scientifica e nell’accesso alle cure, un ulteriore passo verso una piena uguaglianza di genere in Europa.
Completano il programma il dibattito sul gender budgeting nel nuovo quadro finanziario pluriennale dell’UE e una serie di incontri tematici dedicati a leadership femminile, equità retributiva, salute, ricerca scientifica e rappresentanza politica.
La Settimana europea per la parità di genere si inserisce in un quadro più ampio di iniziative con cui il Parlamento e l’Unione Europea promuovono l’uguaglianza tra donne e uomini. Fin dalle sue origini, l’UE ha sostenuto una visione di Europa sociale e inclusiva, approvando misure giuridicamente vincolanti per eliminare le discriminazioni di genere, combattere il divario retributivo, rafforzare la presenza femminile nei consigli di amministrazione e contrastare in modo efficace la violenza contro le donne.
Consiglio Europeo – Consiglio Ambiente
Martedì 4 novembre, i ministri dell’Ambiente dell’Unione Europea si riuniscono a Bruxelles per una tappa decisiva nella definizione della politica climatica europea. Al centro dell’agenda del Consiglio Ambiente c’è la revisione della Legge europea sul clima, con l’obiettivo di fissare un nuovo traguardo intermedio vincolante: ridurre le emissioni di gas serra del 90% entro il 2040, rispetto ai livelli del 1990.
La proposta, presentata dalla Commissione europea, fa parte della strategia per accompagnare l’Unione verso la neutralità climatica al 2050. Dopo un primo dibattito politico svoltosi a settembre e le indicazioni arrivate dal Consiglio europeo di ottobre, i ministri cercheranno ora di trovare un “approccio generale”, cioè un accordo politico condiviso che apra la strada ai negoziati finali.
L’obiettivo è duplice: da un lato, dare certezza agli Stati membri e alle imprese sugli obiettivi ambientali da raggiungere; dall’altro, costruire un quadro legislativo post-2030 che permetta di raggiungere il nuovo target del 2040 con strumenti realistici, finanziamenti adeguati e un’equa ripartizione degli sforzi.
Il Consiglio esaminerà anche i criteri che la Commissione dovrà rispettare nelle prossime proposte legislative sul clima e sull’energia, per garantire che la transizione resti economicamente sostenibile e socialmente giusta.
Oltre alla legge sul clima, i ministri discuteranno l’approvazione del nuovo contributo determinato a livello nazionale (NDC) dell’Unione, cioè l’impegno ufficiale che ogni Paese firmatario dell’Accordo di Parigi deve aggiornare ogni cinque anni.
Gli NDC (Nationally Determined Contributions) rappresentano gli impegni climatici che ciascun Paese presenta alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) per ridurre le proprie emissioni e adattarsi agli effetti del cambiamento climatico.
A differenza di altri attori globali, l’Unione Europea presenta un NDC unico per tutti i 27 Stati membri, a testimonianza della coerenza e dell’unità dell’azione climatica europea.
Il nuovo NDC dell’UE definirà le azioni e gli obiettivi che l’Unione e i suoi Stati membri intendono perseguire dopo il 2030 per ridurre le emissioni e rafforzare la resilienza climatica. Già a settembre, i ministri avevano approvato una dichiarazione d’intenti che confermava la volontà dell’UE di presentare questo impegno rinnovato in vista della COP30, il vertice mondiale sul clima che si terrà a Belém, in Brasile, dal 10 al 21 novembre 2025.
Con la definizione del nuovo obiettivo del –90% entro il 2040 e la presentazione dell’NDC post-2030, l’Unione Europea punta a consolidare il proprio ruolo di leader globale nella lotta al cambiamento climatico, rafforzando la coerenza tra transizione ecologica, competitività industriale e responsabilità internazionale.
Commissione Europea
Nessuna iniziativa di rilievo è prevista questa settimana da parte della Commissione europea.
In conclusione, la settimana dal 3 al 7 novembre 2025 rappresenta un momento di forte rilevanza politica e simbolica per l’Unione Europea.
Da un lato, con la Settimana europea per la parità di genere (3–9 novembre), il Parlamento europeo riafferma il proprio impegno a favore dell’uguaglianza tra donne e uomini, della lotta contro la violenza di genere e della valorizzazione del talento femminile in ogni ambito della società.
Dall’altro, il Consiglio Ambiente segna una tappa chiave per la politica climatica europea, con la definizione del nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni e la preparazione del contributo dell’UE alla COP30 di Belém.
Insieme, questi appuntamenti delineano un’Unione che punta a coniugare diritti, sostenibilità e giustizia sociale, rafforzando la propria credibilità interna e il suo ruolo di attore globale impegnato nella costruzione di un futuro più equo e sostenibile.

