Svolta in Europa: arriva il voto per delega per le eurodeputate in gravidanza e post-parto

Il Consiglio dell’Unione europea ha dato il via libera a una riforma significativa che consentirà alle deputate al Parlamento europeo di continuare a esercitare il proprio ruolo anche durante la maternità, attraverso la possibilità di delegare il voto

Un passo decisivo verso un’Europa più inclusiva e attenta ai diritti delle donne. Il 17 marzo 2026, il Consiglio ha raggiunto un accordo per modificare l’atto elettorale europeo, introducendo per la prima volta la possibilità del voto per delega per le eurodeputate durante la fase avanzata della gravidanza e nel periodo successivo alla nascita.

Fino ad oggi, le norme prevedevano che il voto dovesse essere espresso esclusivamente di persona e in modo individuale. Con questa riforma, una deputata incinta o che ha recentemente partorito potrà delegare il proprio voto a un altro membro del Parlamento. La delega sarà consentita per un periodo che va da tre mesi prima della data prevista del parto fino a sei mesi dopo la nascita del bambino.

L’obiettivo della misura è facilitare la conciliazione tra l’attività politica e la vita familiare, garantendo che la maternità non rappresenti un ostacolo alla piena partecipazione democratica. La riforma si inserisce nel più ampio percorso volto a rafforzare l’uguaglianza di genere e l’inclusività all’interno delle istituzioni europee.

Per garantire il corretto funzionamento del meccanismo ed evitare abusi, il Consiglio ha previsto che la delega sia disciplinata da regole rigorose, fondate sui principi di trasparenza, tracciabilità e integrità del voto. Sarà il Parlamento europeo a definire nel dettaglio le modalità di applicazione nel proprio regolamento interno.

Il testo sarà ora trasmesso al Parlamento europeo per l’approvazione e tornerà successivamente al Consiglio per l’adozione formale e dovrà infine essere ratificato da tutti gli Stati membri secondo le rispettive procedure nazionali per poter entrare in vigore.

La riforma trae origine da una richiesta del Parlamento europeo del novembre 2025 e risponde all’esigenza di aggiornare un sistema che, fino ad oggi, non prevedeva deroghe all’obbligo di presenza fisica per l’esercizio del voto.

Come sottolineato da Marilena Raouna, Viceministra per gli Affari europei della Repubblica di Cipro, si tratta di “un passo importante in termini di uguaglianza e rappresentanza”, che sostiene concretamente la partecipazione delle donne alla politica europea e contribuisce a rafforzare la fiducia dei cittadini nei processi democratici.

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