Finanza di progetto, Confprofessioni: riformare senza bloccare l’iniziativa privata

La delegata di Confprofessioni all’Urbanistica ed Edilizia green, Maria Pungetti, in audizione alla Camera: «Una riforma affrettata rischia di frenare investimenti, progettualità e innovazione proprio quando il Paese ne ha più bisogno. Apprezziamo l’approccio graduale della risoluzione Mazzetti»

La sentenza della Corte di giustizia Ue che elimina il diritto di prelazione nella finanza di progetto impone un adeguamento della normativa italiana, ma per Confprofessioni questo passaggio non può trasformarsi in un intervento immediato e radicale. «Una riforma affrettata rischierebbe di frenare investimenti e progettualità proprio nel momento in cui il Paese ne ha più bisogno», ha dichiarato Maria Pungetti, delegata di Confprofessioni all’Urbanistica ed Edilizia green, durante l’audizione in Commissione Ambiente e Territorio della Camera sulle iniziative urgenti da adottare dopo la pronuncia della Corte Ue.

Pungetti ha ricordato che ogni proposta di project financing nasce molto prima della gara, grazie al lavoro di professionisti, architetti, geologi, economisti ed esperti ambientali, che anticipano studi, analisi e progettazioni senza alcuna garanzia di recupero dei costi. «La prelazione compensava un rischio economico reale. Eliminarla senza prevedere strumenti alternativi significa lasciare scoperto l’intero sistema», ha spiegato, sottolineando come ciò potrebbe ridurre le iniziative private e indebolire la qualità tecnica delle proposte.

Confprofessioni ha espresso apprezzamento per l’approccio graduale della risoluzione Mazzetti, che punta a sostituire la prelazione con meccanismi compatibili con il diritto europeo e capaci di tutelare l’iniziativa privata. «Serve un nuovo equilibrio che riconosca il valore dell’attività progettuale, tuteli la proprietà intellettuale e premi l’innovazione», ha aggiunto Pungetti, evidenziando anche la necessità di semplificare le fasi iniziali per ridurre gli investimenti preliminari.

Un passaggio delicato riguarda la fase transitoria. «Non possiamo permettere che l’applicazione della sentenza generi incertezza o ritardi nelle opere pubbliche, molte delle quali finanziate con risorse europee», ha affermato Pungetti. Per Confprofessioni, i contratti già stipulati devono restare validi, le procedure in corso vanno adeguate senza essere riaperte integralmente e i bandi aperti possono essere corretti mantenendo il rimborso delle spese progettuali sostenute dai promotori.

«La finanza di progetto resta decisiva per attrarre capitale privato e realizzare infrastrutture moderne e sostenibili. Senza un adeguato riconoscimento del lavoro tecnico, rischiamo di indebolire la capacità dell’Italia di progettare il proprio futuro», ha concluso Pungetti.

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