Dal 1° luglio al 31 dicembre 2026 l’Irlanda assume la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea. Il programma si richiama si fonda su tre pilastri interconnessi: competitività, valori e sicurezza. Un’agenda pensata per un contesto internazionale che Dublino definisce “instabile e complesso”, segnato dalla guerra russa in Ucraina e da una competitività europea sotto pressione rispetto a Stati Uniti e Cina. Più che nuove iniziative, la presidenza punta ad accelerare i dossier già avviati dalla Commissione, per rendere l’Unione più forte, resiliente e coordinata.
Il dossier principale del semestre è il negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, il nuovo bilancio settennale dell’Unione. L’obiettivo è presentare entro l’autunno una base negoziale avanzata, così da permettere ai leader dei ventisette di definire gli orientamenti entro fine anno. Al centro delle trattative: il Fondo Europeo per la Competitività, lo strumento Global Europe, i Piani di Partenariato nazionali e regionali, e la riforma della Politica Agricola Comune e della Coesione.
Il primo pilastro, la competitività, punta sulla semplificazione normativa e sul rafforzamento del Mercato Unico, secondo il principio “migliore regolamentazione, non deregolamentazione”. Contribuiscono a questo percorso EU Inc., il nuovo regime per le imprese attive in tutta l’Unione, e il rilancio dell’Unione dei Risparmi e degli Investimenti. Sul piano industriale spiccano l’Industrial Accelerator Act, il Chips Act 2.0 e le misure per il settore spaziale, mentre proseguono i negoziati commerciali con Malesia, Filippine, Thailandia ed Emirati Arabi Uniti, insieme alla ratifica del CETA con il Canada. Non manca un pacchetto sulla crisi abitativa, con l’Affordable Housing Act. Energia e digitale completano il quadro, poichè la presidenza lavorerà al Pacchetto europeo sulle Reti elettriche e alla Roadmap RePowerEU per eliminare le ultime importazioni di gas russo, oltre a un AI Summit dedicato a innovazione e tutela dei cittadini.
Il secondo pilastro riguarda i valori. Dublino ribadisce il pieno sostegno all’Ucraina di fronte all’aggressione russa, con sanzioni confermate e il principio dell’inviolabilità dei confini. Sul Medio Oriente riafferma l’impegno per la soluzione dei due Stati, con attenzione alla crisi umanitaria a Gaza e al dialogo con i partner del Golfo. Rientra nei valori anche la politica di allargamento, considerata un investimento geostrategico finalizzato a preparare la prima adesione di nuovi Stati membri dal 2013, assegnando la priorità al Montenegro e prevedendo progressi nei percorsi di Ucraina, Moldova e Albania. La presidenza promuoverà inoltre la protezione dei minori online, con una soglia comune per l’età digitale e sistemi di verifica rispettosi della privacy, oltre al rafforzamento della resilienza democratica e alla nuova Strategia UE contro il razzismo 2026-2030.
Il terzo pilastro è la sicurezza. La presidenza porterà avanti la nuova Strategia Europea di Sicurezza, la revisione degli appalti di difesa e la mobilità militare, in coordinamento con NATO, ONU e OSCE. Sul fronte interno prosegue l’attuazione del Patto su Migrazione e Asilo, con il nuovo Solidarity Pool per il 2027, il rafforzamento dei rimpatri e la revisione dei mandati di Europol e Frontex.
Accanto ai tre pilastri, il semestre porta avanti iniziative trasversali su economia, lavoro, salute e clima: l’Euro Digitale, la semplificazione fiscale, il Quality Jobs Act, il primo Biotech Act e un focus sulla salute femminile. Sul clima, l’Irlanda guiderà la posizione europea alla COP31 e alla COP17 sulla biodiversità, ospitando anche il Global Bioeconomy Summit.
Un dettaglio simbolico chiude il quadro: è la prima presidenza irlandese da quando il gaelico è lingua di lavoro a pieno titolo dell’Unione, dal 2022, e Dublino intende valorizzarlo nelle sessioni del Consiglio e negli eventi del semestre.
Resta da vedere se un programma tanto ambizioso si tradurrà in risultati concreti. La sfida sarà trasformare le priorità in decisioni condivise, tenendo insieme competitività, valori e sicurezza in un’Unione alle prese con un contesto internazionale sempre più complesso.

