Confprofessioni: dal CNEL via libera a ddl su deducibilità sanità integrativa per i professionisti

La proposta, nata nella Consulta del lavoro autonomo, coordinata da Confprofessioni, estende ai lavoratori autonomi la deducibilità fiscale fino a 3.615,20 euro già prevista per i dipendenti. La Confederazione: «Un passo importante per azzerare le asimmetrie nelle tutele».

«Una via per l’equità sociale e il rafforzamento del welfare dei professionisti italiani». È il commento di Confprofessioni all’approvazione, avvenuta il 29 ottobre scorso da parte dell’Assemblea del CNEL, della proposta di disegno di legge recante “Disposizioni in materia di deducibilità dei contributi di assistenza sanitaria versati dai lavoratori autonomi a enti e casse aventi esclusivamente fine assistenziale”. Il provvedimento stabilisce che i contributi di assistenza sanitaria versati volontariamente dal lavoratore autonomo, fino a euro 3.615,20, siano deducibili dal reddito, allineandosi così a quanto già previsto per i lavoratori dipendenti.

 

Il testo, frutto di un lungo e articolato confronto all’interno della Consulta del lavoro autonomo del CNEL coordinata da Confprofessioni, è stato approvato dall’Assemblea del 29 ottobre. Secondo Confprofessioni «si tratta di un risultato positivo per tutto il mondo professionale italiano. Questa misura sana un’evidente asimmetria del nostro sistema tributario e allinea finalmente le tutele dei lavoratori autonomi a quelle già consolidate per i dipendenti».

 

La proposta di legge si caratterizza per una portata universale: l’agevolazione fiscale abbraccia infatti l’intera platea dei professionisti, includendo sia i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata dell’Inps sia i professionisti ordinistici iscritti alle rispettive Casse di previdenza.

 

«L’obiettivo strategico della norma è tutelare i diritti e la salute dei lavoratori indipendenti attraverso l’incentivazione di forme collettive e organizzate di mutualità sanitaria. Favorendo lo sviluppo di fondi e casse assistenziali promossi dalle parti sociali e iscritti all’Anagrafe del Ministero della salute, la proposta offre l’opportunità di beneficiare di una protezione sanitaria più ampia, capace di integrarsi virtuosamente con il Servizio sanitario nazionale», ha concluso la Confederazione.