Il Presidente di Confprofessioni: Incentivi stabili e stop al doppio contributo integrativo per spingere le aggregazioni professionali

Marco Natali interviene a Milano alla tavola rotonda «Un patto per la crescita» insieme ai leader delle grandi sigle economiche. Il comparto libero professionale si conferma forza produttiva del Paese e trait d’union tra imprese, PA e cittadini. A Governo e Parlamento chiesti interventi strutturali contro il freno della bassa produttività

Eliminare la penalizzazione del doppio contributo integrativo per chi aggrega gli studi professionali e concentrare le risorse su incentivi semplici e strutturali per la crescita dimensionale e la digitalizzazione. Sono queste le due richieste concrete indirizzate a Governo e Parlamento da Marco Natali, Presidente di Confprofessioni, nel corso del suo intervento a Milano durante un confronto sul futuro economico del Paese, dal titolo “Un patto per la crescita”.

Il dibattito ha messo a fuoco gli ostacoli strutturali che oggi frenano lo sviluppo dell’Italia. «Se dovessimo indicare un solo ostacolo, sceglierei la bassa produttività», ha spiegato Natali. «È il problema che riassorbe tutti gli altri: dal costo elevato dell’energia alla pressione fiscale, fino alla burocrazia asfissiante, alla carenza di competenze e alle difficoltà di accesso al credito. Un Paese cresce quando produce valore; oggi, invece, troppe energie vengono disperse a causa della complessità delle regole, degli adempimenti e della frammentazione del sistema produttivo».

Per superare queste barriere, il Presidente di Confprofessioni ha avanzato una proposta decisa: «A Governo e Parlamento chiediamo due impegni immediati. Il primo è rimuovere gli ostacoli che limitano le aggregazioni professionali, a partire dalla penalizzazione contributiva del doppio contributo integrativo, che rende economicamente sconveniente unire strutture e competenze. Il secondo è concentrare le risorse su misure stabili per chi investe in digitalizzazione, intelligenza artificiale e formazione, garantendo che gli incentivi siano semplici e accessibili anche alle realtà più piccole e meno strutturate, che altrimenti rischierebbero di essere escluse a causa di una burocrazia troppo macchinosa».

«La microdimensione e l’isolamento non permettono più di intercettare le esigenze di un mercato complesso e sempre più competitivo. La risposta per il futuro sta in due parole: specializzazione e aggregazione», ha ribadito Natali.

L’evento ha sancito il pieno riconoscimento dei liberi professionisti come forza sociale, economica e produttiva del Paese, un comparto cruciale invitato al tavolo dei grandi decisori proprio per la sua funzione di trait d’union strategico tra imprese, pubblica amministrazione e cittadini. Insieme al Presidente Natali, hanno preso parte all’incontro Emanuele Orsini (Presidente Confindustria), Carlo Sangalli (Presidente Confcommercio), Ettore Prandini (Presidente Coldiretti), Marco Granelli (Presidente Confartigianato), Massimiliano Giansanti (Presidente Confagricoltura), Maurizio Gardini (Presidente Confcooperative), Dario Costantini (Presidente Cna), Cristian Camisa (Presidente Confapi) e Marco Accornero (Segretario generale Claai-Unione Artigiani).

«I professionisti sono parte integrante della politica industriale del Paese: offrono competenze a imprese, cittadini e pubblica amministrazione. Per tornare a crescere in modo duraturo, l’Italia deve passare dalla politica degli incentivi occasionali a una strategia stabile della produttività, fondata su semplificazione radicale, investimenti e competenze», ha concluso il Presidente di Confprofessioni.