«Condividiamo l’impianto dei provvedimenti sul compenso al CTU, che mirano a valorizzarne il contributo professionale attraverso una remunerazione più adeguata, ma esprimiamo forte preoccupazione per le proposte in materia di qualificazione, che introducono vincoli e procedure eccessivamente rigide, con il rischio di rallentare i processi e appesantire l’attività professionale».
Sono le parole dell’ing. Maria Pungetti, membro della Giunta di Confprofessioni, nel corso dell’audizione di oggi presso la Commissione Giustizia del Senato sui disegni di legge S. 683 e connessi, relativi alle “Disposizioni in materia di consulenti tecnici d’ufficio” (CTU).
CTU, Confprofessioni: “No a corsi obbligatori che appesantiscono il percorso formativo”
Confprofessioni ha infatti espresso perplessità sui disegni di legge S. 683 e S. 1076, attualmente all’esame del Senato, che prevedono l’introduzione di un corso base obbligatorio per l’iscrizione all’albo dei consulenti tecnici d’ufficio (CTU). La misura, che nel ddl 683 riguarda solo i professionisti dell’area tecnica e nel ddl 1076 si estende a tutte le categorie, esclude le professioni sanitarie già regolate da norme specifiche.
Pur riconoscendo l’intento di rafforzare la qualificazione dei CTU, la Confederazione ha sottolineato come la proposta rischi di sovrapporsi a un sistema già consolidato di formazione continua, generando oneri formativi e costi aggiuntivi che penalizzano soprattutto i giovani professionisti. “La qualità della prestazione è già garantita da un modello formativo pluralistico e accreditato. Imporre un ulteriore corso obbligatorio rischia di diventare un ostacolo, non uno strumento di crescita”, ha dichiarato Pungetti.
Preoccupazione anche sulla durata prevista dei corsi (200 ore in 12 mesi, oltre all’aggiornamento triennale) e sulla gestione affidata esclusivamente agli ordini professionali, che potrebbe creare un monopolio formativo in contrasto con i principi di libertà e pluralismo. Confprofessioni ha invece proposto di integrare le tematiche CTU nei crediti formativi obbligatori e di valorizzare l’esperienza professionale come criterio centrale per l’accesso all’albo.
Inoltre, la Confederazione ha manifestato perplessità sulla riduzione del requisito di esperienza da cinque a tre anni, come previsto dal ddl 683, ritenendolo un indebolimento della competenza tecnica richiesta per svolgere il ruolo di CTU. “L’esperienza sul campo è insostituibile. I professionisti devono essere coinvolti nella definizione dei percorsi formativi per garantire contenuti realmente utili al sistema giustizia”, ha aggiunto Pungetti.
CTU, Confprofessioni: “Compensi equi e tempi certi per valorizzare il ruolo dei consulenti tecnici”
Confprofessioni accoglie con favore i disegni di legge AS 1065 e AS 1068, che introducono importanti modifiche in materia di liquidazione dei compensi dell’esperto o dello stimatore. Tra le misure più rilevanti, il riconoscimento della responsabilità solidale delle parti processuali nel pagamento dei compensi, con diritto di regresso interno, rappresenta un passo decisivo per garantire tempi certi e rapidi di pagamento, rafforzando il carattere pubblicistico della funzione del CTU.
Positiva anche la proposta di abrogazione del terzo comma dell’art. 161 del Codice di procedura civile, che oggi lega il compenso del consulente al ricavato della vendita dei beni nelle procedure esecutive, anziché sulla base del valore di stima. “Un meccanismo ingiusto e penalizzante, che non tiene conto del valore professionale dell’attività svolta né dell’impegno richiesto”, ha sottolineato Pungetti.
Confprofessioni ha evidenziato, inoltre, come l’attuale sistema possa portare, in caso di aste deserte o esecuzioni improcedibili, alla perdita totale del compenso residuo e persino alla richiesta di restituzione degli acconti già percepiti. “La modifica proposta, al contrario, riconoscerebbe il giusto valore non solo alla competenza, ma anche all’indipendenza del CTU, garantendogli la corretta remunerazione anche in virtù della natura pubblicistica degli incarichi”, ha concluso Pungetti.

