«Riteniamo essenziale che i giovani studenti universitari, i liberi professionisti di domani, entrino in contatto fin da subito con le opportunità e i rischi della tecnologia applicata al mondo del lavoro». Così Confprofessioni, in audizione oggi al Senato sullo schema di decreto legislativo n. 421 in materia di utilizzo dell’intelligenza artificiale nella formazione, che adegua l’ordinamento nazionale al nuovo AI Act europeo.
La Confederazione ha segnalato come, ad oggi, nei percorsi universitari che formano i futuri professionisti sia del tutto assente una formazione trasversale sugli strumenti di IA. «I curricula didattici devono essere rapidamente adeguati, valorizzando la trasversalità delle competenze e introducendo insegnamenti dedicati alla tecnologia avanzata e all’intelligenza artificiale», ha evidenziato Confprofessioni. «Questa integrazione non può prescindere da una collaborazione più stretta tra università e associazioni professionali, indispensabile per attivare processi di trasferimento del sapere tecnologico e di formazione permanente».
Sul fronte della formazione continua, Confprofessioni ha ribadito la necessità di introdurre percorsi di alfabetizzazione e aggiornamento sull’uso dei sistemi di IA rivolti ai professionisti. «L’organizzazione di questi percorsi deve coinvolgere ordini professionali, associazioni private ed enti di formazione accreditati, evitando confusione di ruoli e attribuzioni esclusive che non trovano fondamento nel nostro ordinamento», ha sottolineato la Confederazione.
«L’IA sta trasformando il lavoro professionale, pertanto servono investimenti negli studi e un salto culturale nella formazione», ha concluso Confprofessioni. «Continueremo a portare queste istanze nelle sedi istituzionali, anche attraverso la nostra partecipazione alla Consulta delle parti sociali dell’Osservatorio sull’adozione dell’IA nel mondo del lavoro».

