Dai giovani un Manifesto per ripensare le professioni

  Si conclude la Summer school con nove proposte per il futuro.   Nove proposte per costruire il futuro delle professioni. È questo il risultato della Summer School “Intrecci Mediterranei”,

 

Si conclude la Summer school con nove proposte per il futuro.

 

Nove proposte per costruire il futuro delle professioni. È questo il risultato della Summer School “Intrecci Mediterranei”, che si è chiusa il 29 luglio 2026 con la presentazione del “Manifesto dei giovani per ri-pensare le professioni”, un documento nato dal confronto tra i partecipanti e rivolto alle istituzioni, alle università e a tutti gli attori del sistema professionale. Il Manifesto parte dalla consapevolezza che il lavoro professionale stia attraversando una fase di profonda trasformazione, segnata dalla diffusione dell’intelligenza artificiale, dalla transizione ecologica e da nuovi modelli organizzativi. Cambiamenti che richiedono professionisti sempre più preparati, ma anche capaci di interpretare le sfide sociali, economiche e ambientali del nostro tempo.

L’obiettivo del Manifesto

Il documento non si limita a fotografare il cambiamento, ma propone una visione delle professioni fondata su competenza, innovazione, responsabilità e cura. Una professione che sappia coniugare eccellenza tecnica ed etica, mettere la tecnologia al servizio delle persone e dell’interesse pubblico, valorizzare la formazione continua, il dialogo tra generazioni e il benessere professionale. L’obiettivo è costruire un sistema più aperto, inclusivo e sostenibile, in cui i giovani non siano destinatari delle riforme ma protagonisti del loro cambiamento.

Le proposte

Tra le principali proposte emerse figurano il rafforzamento dell’orientamento già dalla scuola e dall’università, la valorizzazione di tirocini, praticantati e apprendistati di qualità ed equamente retribuiti, una formazione continua sulle competenze digitali, l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza e la sostenibilità, una riforma degli ordinamenti professionali che favorisca l’ingresso dei giovani e riconosca le nuove forme del lavoro indipendente, strumenti fiscali, previdenziali e assicurativi dedicati alle prime fasi della carriera, reti professionali territoriali e interdisciplinari, spazi permanenti di ascolto e rappresentanza giovanile, iniziative per la tutela della salute mentale e un monitoraggio costante dei divari territoriali, generazionali e di genere nell’accesso alle opportunità.

Il ruolo strategico delle professioni

Accanto alle proposte operative, il Manifesto richiama anche il ruolo strategico delle professioni nello sviluppo del Paese, sottolineando come investire nelle nuove generazioni significhi rafforzare la qualità dei servizi, sostenere l’innovazione, promuovere la coesione sociale e accompagnare la modernizzazione del sistema economico. Per questo viene rivolto un appello alle istituzioni e agli organismi professionali affinché riconoscano i giovani come risorsa da coinvolgere stabilmente nei processi decisionali e nella definizione delle riforme.

Un impegno condiviso

Il Manifesto si chiude con un impegno condiviso dei giovani professionisti a coltivare competenza, serietà, apertura e responsabilità, collaborando oltre i confini delle singole discipline e innovando senza perdere il senso umano della professione. Un impegno racchiuso nella frase conclusiva del documento: “Il futuro delle professioni non si attende, si costruisce insieme. E si costruisce oggi”.