Professionisti e Pubblica Amministrazione: un rapporto solido ma non prevalente

Solo il 27,9% dei professionisti lavora con enti pubblici, generando in media l’8,6% del fatturato. La collaborazione con la PA dipende da variabili come ambito professionale, genere, fascia d’età e territorio, con livelli più elevati nel Centro-Sud e tra ingegneri, archeologi e operatori culturali. L’indagine dell’Osservatorio delle libere professioni di Confprofessioni

La Pubblica Amministrazione si conferma un interlocutore rilevante, ma non centrale, nel panorama delle libere professioni. È quanto emerge dal rapporto “Liberi professionisti e committenza pubblica: dinamiche di collaborazione e impatto sul fatturato”, elaborato dall’Osservatorio delle libere professioni di Confprofessioni, sulla base di un’indagine condotta tra luglio e agosto 2025 su un campione di 832 professionisti.

Secondo lo studio, il 27,9% dei liberi professionisti italiani intrattiene rapporti di collaborazione con enti pubblici, generando in media l’8,6% del proprio fatturato da incarichi istituzionali. Una quota che, nella maggior parte dei casi, resta contenuta – spesso inferiore al 10% – a conferma di un rapporto prevalentemente episodico o marginale. Solo una minoranza concentra una parte significativa del proprio reddito su commesse pubbliche.

«Questi dati confermano che la Pubblica Amministrazione rappresenta un partner importante, ma non prevalente, per i liberi professionisti», ha dichiarato Marco Natali, presidente di Confprofessioni. «Il suo impatto economico è fortemente influenzato da variabili strutturali come il settore di appartenenza, il genere, l’età e il territorio. Alcune categorie (come ingegneri, archeologi e professioni culturali) ne fanno un riferimento strategico, mentre altre mantengono un rapporto più marginale». 

Settore di appartenenza: tecnici e culturali più legati alla PA

Le professioni tecnico-specialistiche e culturali, come ingegneri, architetti, geometri e archeologi, registrano le quote più alte di fatturato dalla PA, spesso legate a progetti infrastrutturali, edilizi o di tutela del patrimonio. Al contrario, consulenti del lavoro, commercialisti e altre figure economico-finanziarie mostrano una netta prevalenza di rapporti con il settore privato. Nel dettaglio:

  • Ingegneri: 65,0% lavora con la PA, con una quota di fatturato pari al 19,6%
  • Archeologi e professioni culturali: 63,9% collabora con enti pubblici, con il 26,1% del fatturato
  • Architetti e geometri: mostrano una dipendenza significativa
  • Consulenti del lavoro e altre professioni economico-finanziarie: rapporto marginale con la PA, con quota sul fatturato tra lo 0,6% e il 2,1%
  • Medici di famiglia: dipendenza strutturale dal Servizio Sanitario Nazionale

Incarichi pubblici: incidenza più alta tra le donne

Le differenze di genere sono significative: in molte categorie, le professioniste dichiarano una maggiore incidenza della committenza pubblica rispetto ai colleghi uomini. Questo vale in particolare per le professioni culturali, architetti, geometri, avvocati e notai. Una tendenza che potrebbe riflettere sia una maggiore propensione femminile verso incarichi stabili e istituzionali, sia le difficoltà di accesso al mercato privato più competitivo. Nel dettaglio:

  • Il 32,1% delle professioniste fattura alla PA, contro il 25,6% degli uomini
  • Fatturato medio dalla PA: 11,8% per le donne, 6,9% per gli uomini
  • Il fatturato da PA è più elevato per le donne tra architetti e geometri, avvocati e notai e professioni culturali
  • Tra gli ingegneri, invece, i maschi registrano percentuali più alte

Collaborazione con la PA: più alta tra giovani

Anche l’età incide sul rapporto con la PA. I professionisti più giovani (fino a 44 anni) mostrano una maggiore presenza di commesse pubbliche, attratti dalla stabilità e dalle opportunità formative offerte dal settore pubblico. Nelle fasce centrali (45-64 anni), il coinvolgimento tende a ridursi, mentre tra gli over 65 si osserva un rinnovato interesse, soprattutto in ambito tecnico e ingegneristico, dove l’esperienza rappresenta un valore aggiunto. Tra archeologi e professionisti culturali, l’incidenza della PA cresce con l’età, mentre per avvocati e notai si registra un calo progressivo. Nel dettaglio:

  • Professionisti under 44: 38,4% lavora con la PA, con il 12,1% del fatturato
  • Fascia 45–54 anni: 30% collabora con la PA
  • Tra gli ingegneri, la collaborazione è più alta tra i giovani (77,8%) e gli over 65 (80%)
  • Gli archeologi mostrano una crescita progressiva con l’età, fino al picco tra gli over 65

Geografia della committenza: Centro-Sud più orientato al pubblico

Il territorio gioca un ruolo cruciale: la PA è più presente nel Centro e nel Mezzogiorno, dove lavora con enti pubblici rispettivamente il 36,9% e il 40,7% dei professionisti. Al contrario, nel Nord Ovest e Nord Est la sua incidenza è più contenuta, riflettendo la maggiore vitalità del mercato privato. Alcune categorie evidenziano specificità territoriali: nel Mezzogiorno, ingegneri, professioni sanitarie e tecnico-specialistiche ottengono oltre un terzo del fatturato dalla PA, mentre nel Centro architetti, geometri e archeologi superano il 25%. Nel dettaglio:

  • Mezzogiorno: 40,7% dei professionisti lavora con la PA, con il 15,8% del fatturato
  • Centro: 36,9% collabora con enti pubblici, con il 12,3% del fatturato
  • Nord Ovest e Nord Est: incidenza più bassa sia in termini di collaborazioni che di fatturato
  • Gli ingegneri del Sud generano il 32,5% del fatturato dalla PA, contro il 10,3% nel Centro
  • Le professioni sanitarie nel Mezzogiorno raggiungono il 32,7% di fatturato dalla PA
  • Gli archeologi e architetti del Centro registrano incidenze rispettivamente del 33,5% e del 25,6%

«Il quadro che emerge descrive un Paese a due velocità: da un lato il Nord, più orientato verso il mercato privato; dall’altro il Centro e il Mezzogiorno, dove la domanda pubblica continua a rappresentare un riferimento importante per molti professionisti. Questa differenza territoriale riflette le caratteristiche strutturali del mercato e le opportunità offerte dalla committenza locale», ha aggiunto Natali. «Le professioniste, i giovani e i professionisti attivi nel Centro-Sud mostrano una maggiore propensione alla collaborazione con la Pubblica Amministrazione, segno di un rapporto influenzato da dinamiche economiche e sociali che meritano attenzione e valorizzazione».

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