Lavoro professionale e IA: tre azioni per affrontare il cambiamento

Dalla tutela della “personalità” della prestazione alla riforma dei percorsi formativi, fino al sostegno infrastrutturale degli studi: Paola Fiorillo, delegata di Confprofessioni alla Digitalizzazione e IA, delinea tre azioni chiave per guidare i professionisti nell’era dell’intelligenza artificiale, tra etica, competenze e innovazione. L’intervento nel corso dell’odierna riunione dell’Osservatorio nazionale sull’Intelligenza Artificiale, presso il Ministero del Lavoro

«L’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente il mercato del lavoro, automatizzando le mansioni ripetitive e ridefinendo interi settori. Se da un lato migliora l’efficienza, dall’altro solleva interrogativi etici e occupazionali. La vera sfida, infatti, non è soltanto tecnologica, ma anche sociale e culturale. Abbiamo bisogno di algoritmi pensati per il benessere collettivo, non per il profitto indiscriminato. È tempo di immaginare un’altra intelligenza artificiale, capace di orientarsi al bene comune».

Sono le parole di Paola Fiorillo, componente della Giunta di Confprofessioni e delegata alla Digitalizzazione e IA, nel corso dell’odierna riunione presso il Ministero del Lavoro, dell’Osservatorio nazionale sull’Intelligenza Artificiale.

In Italia, l’adozione dell’IA è frenata dalla frammentazione del tessuto imprenditoriale e dall’assenza di una strategia nazionale strutturata. Solo il 6% delle aziende italiane impiega tecnologie IA, contro l’8% della media UE. «Ma il ritardo non riguarda solo il mondo dell’impresa: anche il lavoro libero-professionale è chiamato a confrontarsi con le trasformazioni imposte dall’intelligenza artificiale», osserva Fiorillo.

In questo ambito, «riteniamo che alle istituzioni competano tre azioni prioritarie: prevenire, ripensare, sostenere», afferma Fiorillo, sottolineando che «l’IA non può sostituire la conoscenza che deriva dall’esperienza del professionista, né la prontezza nel reagire alla novità dei problemi e dei contesti».

Prevenire, ripensare, sostenere

Prevenire. La prima azione riguarda la tutela dei principi fondanti della professione, a partire dalla “personalità della prestazione”, sancita dall’art. 2232 c.c. «Nel professionista il cliente ripone la sua fiducia», ricorda Fiorillo, «una fiducia garantita dal vincolo deontologico che allinea l’interesse individuale al bene collettivo». Secondo Fiorillo, l’abuso dell’IA rischia di compromettere questo rapporto, soprattutto quando le prestazioni vengono intermediarie dal web, senza possibilità di verifica diretta. È pertanto necessario certificare che la prestazione sia effettivamente svolta dal professionista e rafforzare il presidio contro l’esercizio abusivo favorito dalle piattaforme digitali.

Ripensare. La seconda azione riguarda la formazione. I percorsi universitari per l’accesso alle libere professioni sono ancora privi di una preparazione trasversale sugli strumenti di IA. «È essenziale che i giovani professionisti entrino in contatto fin da subito con le opportunità e i rischi della tecnologia», afferma Fiorillo. Corsi di laurea come Giurisprudenza o Economia non prevedono insegnamenti dedicati all’uso delle banche dati intelligenti o dei software fiscali. «Serve una revisione strutturale dei curricula, valorizzando la trasversalità delle competenze e promuovendo una collaborazione tra università e associazioni professionali per attivare processi di trasferimento tecnologico e formazione permanente», osserva Fiorillo.

Sostenere. La terza e ultima azione riguarda il sostegno ai processi di sviluppo dimensionale e infrastrutturale degli studi professionali. «L’integrazione dei sistemi di IA nei modelli organizzativi del lavoro professionale richiede competenze, risorse e infrastrutture adeguate», sottolinea. «Una vera transizione infrastrutturale e organizzativa attende i professionisti italiani: essa richiederà tempi lunghi, costi ingenti e la disponibilità al mutamento della nostra forma mentis», conclude Fiorillo, «ma senza politiche pubbliche lungimiranti, questi obiettivi resteranno irraggiungibili».